Andrea Porta

In questo articolo
- Cosa sono le sirtuine e a cosa servono
- Il ruolo del NAD+ e gli studi in corso
- Dubbi circa le applicazioni sull’uomo
- Quali sirtuine esistono?
- Quali fattori attivano le sirtuine
- Innescare la produzione di sirtuine con alimentazione e integrazione
- L’importanza della dieta mediterranea
- Dalla scoperta delle sirtuine a oggi
- Presente e futuro delle sirtuine
Le sirtuine sono tra le molecole più studiate nella biologia dell’invecchiamento e della longevità. Negli ultimi vent’anni hanno attirato un enorme interesse sia nella comunità scientifica che nei media, dove spesso sono presentate come possibili “interruttori della vita lunga”. Ma cosa c’è di vero?
Cosa sono le sirtuine e a cosa servono
Le sirtuine sono una classe di proteine presenti in differenti aree delle cellule e sono coinvolte nella regolazione di processi biologici come la crescita e la divisione cellulare, il metabolismo energetico, la risposta allo stress e il controllo dell’infiammazione. Inoltre fungono da regolatori epigenetici: influenzano cioè l’espressione dei geni senza modificare la sequenza del DNA, con un ruolo rilevante nei processi cellulari legati alla salute. Proprio grazie a queste funzioni vengono considerate elementi chiave per un invecchiamento sano.
Il ruolo del NAD+ e gli studi in corso
Il funzionamento delle sirtuine è strettamente legato al NAD+ (nicotinammide adenina dinucleotide), una molecola chiave del metabolismo cellulare. Poiché i livelli di NAD+ diminuiscono con gli anni, anche l’attività di questi enzimi tende a ridursi – come sottolineato da uno studio cinese pubblicato su Aging and disease nel 2020 – contribuendo a processi associati all’avanzamento dell’età come il danno ossidativo, la disfunzione mitocondriale e la senescenza cellulare. La loro azione tende a ridursi anche in presenza di condizioni patologiche quali:
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sindrome metabolica;
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diabete;
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malattie cardiovascolari;
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disturbi neurodegenerativi.
Per questo motivo, la comunità scientifica si è concentrata sull’individuazione di strategie terapeutiche in grado di aumentarne l’attività.
Dubbi circa le applicazioni sull’uomo
In modelli animali l’aumento dell’attività di alcune sirtuine è stato associato infatti a un prolungamento della vita, tuttavia le evidenze sull’uomo sono ancora parziali e prive di solide evidenze scientifiche. L’ipotesi è, però, che aumentando l’azione di queste proteine si possa agire prevenendo o trattando malattie cardiovascolari, neurodegenerative, metaboliche e persino il cancro.
Quali sirtuine esistono?
Nell’uomo sono state identificate sette sirtuine (identificate da SIRT1 a SIRT7), con localizzazione e funzioni differenti:
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SIRT1. Tra tutte è la più studiata: presente principalmente nel nucleo delle cellule, regola infiammazione, metabolismo, sopravvivenza cellulare e neuroplasticità. Bassi livelli di SIRT1 sono associati a un aumento dell’aterosclerosi e a una ridotta capacità di riparazione vascolare, mentre un suo corretto funzionamento sembrerebbe esercitare un effetto protettivo sull’apparato cardiovascolare: contrasta lo stress ossidativo, limita l’ipertrofia cardiaca e riduce la morte dei cardiomiociti, le cellule del tessuto muscolare del cuore;
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diabete;
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SIRT2. Presente nel citoplasma, cioè fuori dal nucleo cellulare, è coinvolta nel ciclo di vita cellulare;
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SIRT3, SIRT4, SIRT5. Presenti nei mitocondri, sono fondamentali per il metabolismo energetico e la gestione dello stress ossidativo. In particolare analisi sperimentali condotte dall’Istituto Mario Negri di Milano – come quello pubblicato nel 2019 da Antioxidants & Redox Signaling – mostrano che la carenza di SIRT3 è associata a invecchiamento cardiaco precoce, disfunzioni mitocondriali e danni strutturali, mentre una sua maggiore efficienza protegge le cellule ed è associata a una migliore funzione cellulare. Nel rene, bassi livelli di SIRT3 aggravano patologie come insufficienza renale e nefropatia diabetica, compromettendo la funzione mitocondriale;
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SIRT6 e SIRT7. Presenti nel nucleo, sono implicate nel mantenimento dei telomeri, strutture che si accorciano con l’età e sono associate alla senescenza cellulare. SIRT6 sembra inoltre essere implicata nella regolazione del metabolismo del glucosio e dei grassi.
Quali fattori attivano le sirtuine
Come anticipato, il funzionamento delle sirtuine dipende in larga parte dalla disponibilità di NAD+. Per questo le strategie proposte per attivare le SIRT si basano su un aumento di questa sostanza. Ad esempio:
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restrizione calorica: ridurre l’apporto calorico senza malnutrizione incrementa la disponibilità di NAD+ e attiva diverse proteine, in particolare SIRT1 e SIRT3;
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digiuno intermittente: alternare periodi di alimentazione e digiuno induce cambiamenti metabolici simili alla restrizione calorica, favorendo l’attivazione delle sirtuine e migliorando la flessibilità metabolica;
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attività fisica: l’esercizio costante aumenta i livelli di NAD+, attivando in particolare SIRT1 e SIRT3.
Innescare la produzione di sirtuine con alimentazione e integrazione
Alcune molecole di origine naturale come i polifenoli sono state studiate per la loro capacità di modulare indirettamente l’attività delle sirtuine e in particolare SIRT1, mimando alcuni effetti della restrizione calorica. Tra questi c’è il resveratrolo, di cui si è occupata una review del 2023 dal titolo Sirtuins, resveratrol and the intertwining cellular pathways connecting them. Gli alimenti più ricchi di polifenoli finiti sotto la lente sono:
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uva e vino rosso, ricchi di resveratrolo;
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frutti di bosco, che grazie a polifenoli e antiossidanti contribuiscono a ridurre lo stress ossidativo, influenzando positivamente l’attività delle sirtuine;
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cacao, che contiene flavonoidi in grado di modulare vie metaboliche collegate alle proteine SIRT;
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tè verde, che è fonte di catechine, associate a effetti benefici su metabolismo e infiammazione;
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olio extravergine d’oliva, che è ricco di polifenoli come l’idrossitirosolo, coinvolto nella protezione cellulare.
L’importanza della dieta mediterranea
Questi alimenti fanno parte di pattern dietetici considerati salutari, come la dieta mediterranea, che nel complesso favorisce un ambiente metabolico compatibile con una maggiore efficacia delle sirtuine. È però importante sottolineare che gli effetti osservati in laboratorio derivano spesso da concentrazioni elevate di queste molecole, difficilmente raggiungibili con la sola alimentazione.
Per questo motivo, più che l’impiego di singoli “superfood” conta l’adozione di uno stile alimentare equilibrato e continuativo, capace di sostenere nel tempo i meccanismi fisiologici alla base della salute cellulare. Con l’aggiunta, se necessario, di integratori alimentari.
Dalla scoperta delle sirtuine a oggi
Le sirtuine furono inizialmente identificate negli anni Novanta nei lieviti, dove risultavano coinvolte nella regolazione della durata della vita replicativa. Negli anni 2000, studi pionieristici suggerirono un legame con la durata della vita di diversi organismi: questo portò a un boom di ricerche e allo sviluppo di attivatori farmacologici.
Successivamente alcune ricerche hanno ridimensionato gli entusiasmi chiarendo che gli effetti non sono sempre replicabili sull’uomo. Inoltre, la ricerca scientifica recente sembra indirizzare le sue attenzioni più sulla funzionalità dei sistemi complessi che controllano la capacità del corpo di autoregolarsi (omeostasi fisiologica), piuttosto che sulle singole sostanze. Nonostante ciò, ancora oggi le sirtuine sono oggetto di un grande interesse mediatico in quanto associate alla longevità.
Presente e futuro delle sirtuine
Oggi non mancano integratori e regimi alimentari, come la dieta Sirt, basati su alimenti e nutrienti che si propongono di stimolare le sirtuine. Nonostante dunque siano necessari ulteriori ricerche per chiarire i meccanismi d’azione e tradurre queste conoscenze in applicazioni cliniche efficaci, le sirtuine rappresentano un nodo centrale nella biologia dell’invecchiamento con un compito chiave nella regolazione di metabolismo, infiammazione e stabilità genomica. Tutto ciò offre certamente prospettive promettenti per lo sviluppo di nuove terapie per il trattamento delle malattie croniche e per favorire una vita lunga.
Scritto da
Andrea Porta
Redazione ViviReale
Riferimenti bibliografici
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