Andrea Porta

In questo articolo
- Che cosa sono i telomeri
- Il deterioramento dei telomeri: cosa succede quando si accorciano?
- Cos’è la telomerasi e quale ruolo ha nell’invecchiamento
- Telomeri, telomerasi e malattie
- Stress ossidativo e infiammazione possono danneggiare i telomeri
- Gli stili di vita da evitare
- Come prevenire l’accorciamento dei telomeri
- Il ruolo degli integratori alimentari
L’invecchiamento è un processo biologico che comporta progressive trasformazioni del DNA, delle cellule e dei tessuti. Le modificazioni del DNA sono causate dall'accumulo di alterazioni genetiche, cioè a carico dei geni, ed epigenetiche, cioè dell’espressione degli stessi come conseguenza di fattori ambientali. Tutto ciò ha un impatto diretto sulla longevità e sulla speranza di vita.
Esiste tuttavia un ulteriore meccanismo di degradazione del DNA che è stato particolarmente studiato nel corso degli ultimi decenni, ma è ancora poco noto al pubblico: è quello connesso al ruolo dei telomeri, strutture fondamentali dei cromosomi.
Che cosa sono i telomeri
I telomeri sono sequenze ripetitive di DNA situate alle estremità dei cromosomi – il termine deriva infatti dal greco telos (τέλος), “fine”, e merοs (μέρος), “parte” – la cui funzione è quella di proteggerli dai danni causati dal tempo: il materiale genetico contenuto nei nostri cromosomi va incontro, con il passare degli anni e il susseguirsi delle moltiplicazioni cellulari, a un progressivo deterioramento e a perdite di informazioni genetiche. La funzione dei telomeri è proprio quella di limitare questo fenomeno.
Il deterioramento dei telomeri: cosa succede quando si accorciano?
Con il tempo, però, anche i telomeri vanno incontro a un deterioramento fisiologico che li rende meno efficaci a proteggere il materiale genetico contenuto nei cromosomi: ogni volta che una cellula si divide, questi si accorciano.
Quando raggiungono una lunghezza critica, la cellula entra in senescenza, cioè smette di dividersi, oppure va incontro ad apoptosi, cioè alla morte.
Questo meccanismo rappresenta una sorta di “orologio biologico”: nonostante diversi studi (come quello pubblicato nel 2021 su Frontiers in Genetics) abbiano chiarito che la sola lunghezza dei telomeri non è sufficiente a descrivere la nostra età biologica, è ormai dimostrato che una riduzione della loro lunghezza è correlata a rischio di fragilità, invecchiamento precoce, declino funzionale e mortalità, come illustrato da un’analisi americana dal titolo Telomeres, lifestyle, cancer, and aging (2011).
Cos’è la telomerasi e quale ruolo ha nell’invecchiamento
Esiste però un sistema di riparazione che previene l’accorciamento dei telomeri: è permesso da un enzima, la telomerasi, che interviene aggiungendo nuove sequenze telomeriche alle estremità dei cromosomi. Largamente presente nelle cellule staminali, la telomerasi è invece limitata in quelle somatiche adulte: succede quindi che, con la vecchiaia, i telomeri tendono ad accorciarsi incrementando il rischio di danni al DNA. Allo stesso tempo, anche l’enzima che previene questo fenomeno vede ridotto il suo ruolo protettivo.
La perdita di funzionalità dei telomeri ha dunque con il passare del tempo un legame doppio: da un lato, invecchiando si assiste a una fisiologica perdita di efficienza di queste porzioni terminali dei cromosomi. D’altro canto, tale perdita di funzionalità favorisce processi di senescenza cellulare. In pratica, un circolo vizioso.
Telomeri, telomerasi e malattie
La riduzione di telomeri e telomerasi ha un legame a due vie anche con diverse patologie. Numerose ricerche associano questo fenomeno a:
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malattie cardiovascolari: diversi studi hanno dimostrato che pazienti con malattia coronarica hanno telomeri più corti rispetto ai soggetti con coronarie sane: l’ipotesi, evidenziata ad esempio da una ricerca italiana del 2010, è che la diminuzione della lunghezza dei telomeri potrebbe influire sulla capacità di riparazione dei vasi e quindi peggiorare l’andamento del processo aterosclerotico, legato cioè all’accumulo di placche che ostruiscono le arterie;
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diabete di tipo 2: questa condizione accelera il decadimento cellulare causando un restringimento precoce dei telomeri, che a sua volta riduce la stabilità delle cellule, aumentando il rischio di complicanze connesse al diabete;
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patologie neurodegenerative: alcuni studi, come quello condotto sui topi con malattia di Alzheimer e pubblicato nel 2025 su The EMBO Journal, suggeriscono come il danno persistente ai telomeri possa avere un ruolo nello sviluppo di questa grave patologia;
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osteoporosi: secondo alcuni studi, nei soggetti con osteoporosi i telomeri (soprattutto nei globuli bianchi) si accorciano più rapidamente rispetto a quelli di soggetti sani. Inoltre negli osteoblasti, elementi deputati alla formazione del tessuto osseo, un’accelerazione della senescenza cellulare può contribuire alla perdita della capacità di rigenerare nuovo osso.
Stress ossidativo e infiammazione possono danneggiare i telomeri
A causare il deterioramento dei telomeri e la perdita di funzionalità della telomerasi non è però solo il passare del tempo: esistono infatti condizioni biologiche, spesso conseguenza di stili di vita errati, che possono favorire il fenomeno. In particolare, ad accelerare l’erosione telomerica ci sono due fattori: lo stress ossidativo, cioè il processo biologico che si verifica in presenza di uno squilibrio tra la produzione di radicali liberi e la capacità dell’organismo di neutralizzarli, e l’infiammazione cronica.
Da un lato, infatti, i radicali liberi danneggiano i telomeri, che sono ricchi di guanine, sostanze particolarmente vulnerabili alla loro azione; dall’altro l’infiammazione persistente, anche di basso grado, favorisce l’accorciamento telomerico a causa della proliferazione di globuli bianchi e l’iperproduzione di radicali liberi e citochine pro-infiammatorie.
Tutto ciò accelera i processi di invecchiamento mediati dall’infiammazione, che rientrano nella definizione di inflammaging.
Gli stili di vita da evitare
Ma, a monte, cosa favorisce stresso ossidativo e risposta infiammatoria sistemica? Sono diversi i fattori ambientali e comportamentali:
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alimentazione squilibrata: una dieta ricca alimenti ad alto contenuto di grassi saturi e di zuccheri raffinati e invece povera di fibre favorisce la produzione di radicali liberi e di infiammazione, che a loro volta causano accorciamento telomerico;
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sedentarietà: associata a maggiore stress ossidativo, la sedentarietà peggiora la situazione aumentando ulteriormente il rischio di obesità. Il grasso, soprattutto a livello addominale, produce elevati livelli di citochine pro-infiammatorie;
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stress psicofisico: in diversi studi è stata osservata un’associazione tra stress cronico e telomeri più corti. Questo infatti attiva risposte ossidative promuovendo danni al DNA. Studi hanno mostrato questa correlazione anche nei soggetti affetti da depressione e in quelli con cronica carenza di sonno;
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fumo di sigaretta: fumare accelera la degradazione dei telomeri nei globuli bianchi e in altri tipi di cellule;
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esposizione a inquinanti ambientali e agenti tossici: il contatto con inquinanti usati nel lavoro o dispersi nell’ambiente, come benzene e alcuni idrocarburi, si associa a telomeri più corti, indipendentemente dall’età.
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contesti ambientali sfavorevoli come città cementificate prive di elementi naturali (verde, alberi, fiumi…)
Come prevenire l’accorciamento dei telomeri
Oggi la ricerca suggerisce che intervenire sugli stili di vita può ridurre stress ossidativo e infiammazione, influenzando positivamente la lunghezza telomerica e riducendo l’invecchiamento precoce, così da favorire la longevità. Le strategie utili includono pertanto:
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un miglioramento dell’alimentazione, possibilmente basata sulla dieta mediterranea;
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l’attività fisica regolare;
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l’impiego di tecniche di gestione dello stress come, ad esempio, mindfulness e yoga;
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l’astensione dal fumo e, laddove possibile, del contatto con gli inquinanti.
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presenza di verde, alberi d'alto fusto ed elementi naturali
Il ruolo degli integratori alimentari
La comprensione dei meccanismi di funzionamento dei telomeri ha aperto nuove prospettive in ambito preventivo e terapeutico. Diversi studi stanno valutando il ruolo di sostanze nutraceutiche con potenziale effetto protettivo sui telomeri. Tra questi c’è l’estratto di astragalo.
Pianta perenne originaria della Cina, della Mongolia e della Corea, l’Astragalus membranaceus sembra in effetti giocare un ruolo nella conservazione dei telomeri e nel loro allungamento: a illustrare questo aspetto è anche uno studio francese del 2024 uscito su Nutrients. L’astragalo contiene infatti composti attivi come l’astragaloside IV e il cicloastragenolo che, secondo studi preliminari, sembrano avere un’attività di modulazione della telomerasi. Tuttavia le evidenze cliniche sull’uomo sono ancora limitate.
La ricerca sta inoltre valutando l’efficacia di composti dalle note proprietà antinfiammatorie come il resveratrolo, la curcumina, gli acidi grassi Omega-3 e la vitamina D nel prevenire il deterioramento dei telomeri. Sebbene i risultati siano promettenti, l’integrazione deve essere valutata con cautela dal medico in attesa di evidenze scientifiche solide: l’obiettivo è quello di promuovere una vita lunga e sana e ridurre il rischio di patologie croniche e degenerative, favorendo quindi la longevità.
Scritto da
Andrea Porta
Redazione ViviReale
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