
In questo articolo
- Che cosa si intende per “esposoma”?
- I fattori ambientali che compongono l'esposoma
- Qual è l’impatto dell'esposoma sulla salute?
- L’importanza della prevenzione durante la gravidanza e nei primi anni di vita
- Tabella: i biomarcatori utili per mamma, neonato e bambino
- Cos’è l’esposoma cutaneo e come influisce sull’invecchiamento della pelle
- Strategie di prevenzione basate sull’esposoma per migliorare la longevità
- Esposoma e scienza: tra presente e futuro
Ma è vero, come alcuni pensano, che la salute sia soprattutto legata alla genetica? In realtà, le ultime ricerche scientifiche stanno evidenziando sempre di più come anche l'ambiente in cui viviamo, le sostanze chimiche con cui entriamo in contatto, l’aria che respiriamo, lo stress, la dieta, il modo in cui trattiamo il nostro corpo e le relazioni sociali influenzino attivamente il benessere.
L'insieme di questi agenti esterni è noto come “esposoma” e il suo impatto sulla longevità è oggi al centro di una delle frontiere più promettenti della medicina moderna e delle life science. Capire in che modo l’ambiente influenzi la durata e la qualità della vita può essere determinante in ottica di prevenzione e cura. Per esempio, gli studi condotti in merito hanno evidenziato l’importanza di elementi come la qualità dell’aria e l’alimentazione sin dai primi anni di vita di un bambino e, addirittura, durante la gravidanza. In questo approfondimento, quindi, capiremo meglio cos’è l’esposoma e quali fattori ambientali condizionano il nostro benessere.
Che cosa si intende per “esposoma”?
Con “esposoma” si fa riferimento all’insieme dei fattori ambientali e degli agenti patogeni a cui siamo esposti, già dal concepimento, e che possono incidere sulla nostra salute. Il termine è stato introdotto dall’epidemiologo molecolare britannico Christopher Wild nel 2005 e comprende tutte le esposizioni ambientali, chimiche, biologiche, psicologiche e sociali che sperimentiamo nell’arco della vita.
Mentre il genoma è innato e fornisce le informazioni genetiche di base per lo sviluppo, la crescita e la riproduzione, l’esposoma racchiude l’insieme delle esposizioni non genetiche e varia nel tempo, in risposta a condizioni esterne. Questi due mondi dialogano tra loro attraverso l’epigenetica, un meccanismo che regola l’attività dei geni, capace di “accenderli” o “spegnerli” in risposta agli stimoli; queste interazioni contribuiscono a influenzare il nostro stato di salute, l’invecchiamento e il rischio di sviluppare malattie.
I fattori ambientali che compongono l'esposoma
Secondo Christopher Wild l’esposoma comprende tre componenti strettamente correlate:
-
esposoma esterno generale: ne fanno parte le esposizioni misurabili nel contesto ambientale e sociale in cui abitiamo, come l’inquinamento atmosferico e luminoso, le radiazioni UV, il rumore, il clima e le condizioni socio-economiche (socio-esposoma);
-
esposoma esterno specifico: include le esposizioni individuali a pesticidi, metalli pesanti, dieta, attività fisica, sonno, fumo e stress psicologico;
-
esposoma interno: riguarda i processi biologici che si generano nell'organismo in risposta alle esposizioni esterne, come lo stress ossidativo, le infiammazioni croniche, il microbioma intestinale e cutaneo.
Lo studioso ricorda anche come i tre livelli interagiscano sempre tra loro, modulando il rischio di malattia e la velocità con cui invecchiamo.
Qual è l’impatto dell'esposoma sulla salute?
Secondo questo rapporto del World Health Organization, l’agenzia specializzata dell’ONU dedicata alla salute pubblica, il 24% delle patologieè determinato dall'esposizione a fattori ambientali modificabili. Tra queste, compaiono anche alcune malattie cardiovascolari e croniche, che possono essere accentuate da abitudini e condizioni legate all’ambiente.
Il contesto in cui viviamo, dunque, può incidere significativamente sulla salute. Ecco alcuni esempi di esposizioni che possono avere effetti sull'organismo:
-
ambienti caratterizzati da inquinamento atmosferico, umidità e fumo passivo possono generare problemi respiratori e allergie;
-
l’esposizione prolungata a inquinanti chimici può agire sul sistema nervoso ed endocrino;
-
il rumore persistente può causare insonnia, con situazioni di malessere socio-emotivo.
Queste condizioni sono in grado di interferire con il benessere personale già nell’utero materno e compromettere lo sviluppo fetale, causando vulnerabilità al sistema endocrino, respiratorio o cardiovascolare. Va precisato, però, che la relazione tra l’agente esterno e l’impatto sul nascituro non è mai lineare: molto dipende dalla durata dell'esposizione, dalla genetica individuale e dallo stile di vita complessivo.
L’importanza della prevenzione durante la gravidanza e nei primi anni di vita
Dal concepimento e per tutta la prima infanzia, l'organismo del bambino cresce a un ritmo veloce e si comporta come una spugna, risultando sensibile a tutto ciò che lo circonda. Come evidenziato da una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Current Environmental Health Reports, la gravidanza e i primi anni di vita sono una finestra in cui gli stimoli esterni possono riprogrammare lo sviluppo fisiologico del bambino, rendendo questo periodo il momento più efficace per prevenire future malattie croniche.
A confermarlo è anche un vasto studio pubblicato suNature Communications (basato sul grande progetto europeo HELIX), che ha esaminato l'esposoma di oltre 1300 madri e bambini. I risultati dimostrano che le scelte quotidiane interagiscono profondamente con la biologia infantile fin da prima della nascita.
Ecco alcuni consigli pratici che emergono dalle ricerche per proteggere i più piccoli:
-
Il potere dell'alimentazione: lo studio su Nature Communications ha verificato che una dieta sana, basata sul consumo di pesce, frutta e verdura, lascia tracce positive ed evidenti nel metabolismo del bambino. Tuttavia, bisogna evitare l’uso frequente di contenitori in plastica morbida, che possono trasferire ftalati e parabeni nell'organismo del piccolo.
-
Aria pulita, dentro e fuori casa: il fumo materno o l'esposizione al fumo passivo vanno assolutamente evitati, poiché lo studio dimostra che lasciano segni profondi e duraturi perfino sul DNA del nascituro. Arieggiare spesso le stanze sia a casa che al lavoro, inoltre, è fondamentale per disperdere inquinanti invisibili che si accumulano negli ambienti chiusi.
Per monitorare l'efficacia di questa prevenzione e misurare con precisione l'impatto dell'esposoma, la medicina di oggi non si affida solo a visite di routine, ma utilizza esami avanzati alla ricerca di specifici "biomarcatori". Queste molecole funzionano come le spie sul cruscotto della nostra auto e ci avvisano in tempo reale dello stato di salute e dell'esposizione ambientale.
Tabella: i biomarcatori utili per mamma, neonato e bambino
Ecco una tabella riassuntiva che distingue i biomarcatori utili in questa fase e cosa ci dicono sull'ambiente e sullo stile di vita:
| Soggetto | Tipo di campione | Quali biomarcatori si cercano | Cosa svelano |
|---|---|---|---|
| 1. Mamma*(Durante la gravidanza)* | Sangue e Urine*(Analizzati durante i vari trimestri)* | Cotinina: la prova oggettiva dell'esposizione al fumo. Metalli: livelli di Molibdeno, Cadmio o Arsenico. Tracce chimiche: Ftalati e Parabeni. Metaboliti urinari: N-acetil glicoproteine. | Abitudini e inquinanti: confermano se la madre fuma o respira fumo passivo. Indicano l'assorbimento di inquinanti attraverso la dieta o l'ambiente e l'uso di prodotti plastici o cosmetici. Rivelano anche il rischio di infiammazioni o parto prematuro. |
| 2. Neonato*(Al momento esatto della nascita)* | Sangue del Cordone Ombelicale*(E in alcuni casi tessuto della placenta)* | Metilazione del DNA (Epigenetica): l'alterazione di geni specifici (come AHRR o CYP1A1). Espressione genica: molecole come mRNA e miRNA. Proteine infiammatorie: citochine e linfociti T. | L'impronta biologica ricevuta: mostrano come l'ambiente materno ha "programmato" il DNA del bambino. Svelano i danni molecolari lasciati dal fumo materno o se l'esposizione a metalli (arsenico e cadmio) ha attivato risposte di stress cellulare e difese immunitarie nel feto. |
| 3. Bambino*(Durante l'infanzia, es. 6-11 anni)* | Sangue (Siero/Plasma) e Urine*(Tramite esami di routine o biomonitoraggio)* | Metaboliti nelle urine: TMAO, ippurato, prolina betaina. Metaboliti nel siero: amminoacidi BCAA, acilcarnitine, serotonina, taurina. Proteine plasmatiche: Proteina C-reattiva, leptina. Sostanze chimiche dirette: Rame, PCB, PFAS, pesticidi. | Lo stile di vita e l'esposizione diretta: i metaboliti urinari confermano l'effettivo consumo di pesce, frutta e verdura, ma anche l'ingestione di ftalati dalle plastiche alimentari. Il siero rivela gli impatti dell'inquinamento domestico e del clima (es. sbalzi d'umore o sonno). Le proteine indicano infiammazioni legate al grasso o agli inquinanti assorbiti. |
Pur essendo strumenti validi per la ricerca epidemiologica e per mappare i rischi, l’utilizzo come strumento clinico dei biomarcatori è ancora in fase di sviluppo.
Ricordiamo comunque che è fondamentale affidarsi sempre a professionisti della salute, sia per temi pratici come lo svezzamento e l'alimentazione nei primi anni di vita, sia per l'eventuale valutazione di biomarcatori che possano fornire indicazioni sull'impatto dell'esposoma sull'organismo. Ogni decisione relativa alla salute della madre e del bambino, infatti, deve essere condivisa con il medico o il pediatra di riferimento.
Cos’è l’esposoma cutaneo e come influisce sull’invecchiamento della pelle
Quando si parla di “esposoma cutaneo” si intende l’insieme dei fattori esterni con cui la cute viene a contatto ogni giorno, come smog, raggi UV, polveri sottili, sbalzi termici, cosmetici, uniti a elementi quali stile di vita, qualità del sonno, variazioni ormonali e stress, per esempio. Secondo lo studio The skin aging exposome, l'esposoma è in grado di danneggiare la struttura della pelle attraverso l’azione dei radicali liberi, accelerandone il fotoinvecchiamento. Questo lavoro scientifico rientra in un ampio contesto di ricerca sul “vivere in salute” che evidenzia come l’ambiente esterno riesca a interferire con l’invecchiamento dell'intero organismo, non solo quello della pelle.
Strategie di prevenzione basate sull’esposoma per migliorare la longevità
Evitare il fumo, usare creme ad alto schermo protettivo, valutare tragitti poco trafficati per spostarsi, migliorare la qualità dell’aria in casa sono solo alcune delle azioni individuali quotidiane che possono aiutarci a limitare l'impatto dell’esposoma sulla nostra salute. Esistono inoltre iniziative di prevenzione e salute collettiva: l’European Human Exposome Network (EHEN), per esempio, è una rete di ricerca internazionale dedicata a comprendere il ruolo dell'esposoma. Lanciata nel 2020, attraverso 9 progetti di ricerca finanziati da Horizon 2020, è stata attiva fino al 2025 con l’obiettivo di affrontare tematiche come l’esposizione a sostanze chimiche, rumore, qualità dell'aria, urbanizzazione.
Da questi studi sono emersi alcuni consigli operativi e azioni pratiche, ad esempio:
-
l’importanza di incrementare il verde pubblico, così come di contrastare l’inquinamento acustico e atmosferico;
-
il ruolo centrale della protezione della salute materno-infantile, con tutela durante la gravidanza dall’esposizione a sostanze chimiche come PFAS e metalli pesanti;
-
il valore del supporto alla salute mentale dei bambini, considerando non solo i fattori clinici, ma anche l'interazione tra l'ambiente sociale, quello naturale e quello costruito, specialmente nei contesti più poveri;
-
l’importanza di favorire l’esposizione a microbi “buoni”, ad esempio attraverso la frequentazione di aree agricole o il consumo di frutta minimamente lavorata, per ridurre il rischio di infezioni e modulare il sistema immunitario.
Esposoma e scienza: tra presente e futuro
Come abbiamo visto, dunque, lo studio dell’esposoma è un campo di ricerca attivo. Spesso i ricercatori usano sia questionari digitali che app per smartphone per raccogliere informazioni sulle abitudini individuali, la qualità del sonno e l'esposizione al rumore dei partecipanti agli studi. Altre volte, invece, vengono sviluppate applicazioni sperimentali che, collegate a sensori indossabili, raccolgono e visualizzano dati fisiologici.
Secondo la ricerca AI-Enabled Wearable and Flexible Electronics for Assessing Full Personal Exposures i dati raccolti, anche con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, potrebbero favorire il passaggio dagli studi epidemiologici basati sulla popolazione a quelli basati sull'individuo, aprendo la strada a una medicina sempre più personalizzata. In questo contesto, lo scenario si apre alla medicina funzionale che utilizza le informazioni individuali per identificare le cause ambientali e legate allo stile di vita che sono alla radice di un problema di salute, aiutando medici e specialisti della salute a realizzare protocolli di intervento su misura grazie all’identificazione dei diversi biomarcatori.
Combinando gli elementi provenienti sia dal genoma sia dall'esposoma, gli scienziati sperano che sarà possibile, tra non molto, valutare anche il rischio individuale di contrarre malattie per rischi ambientali, così da pianificare misure preventive atte a preservare il benessere fisico e mentale. Questo approccio potrebbe, inoltre, aiutare governi e comunità a mitigare le esposizioni nocive e promuovere ambienti più sani. Perché vivere più a lungo e in salute dipende anche da dove e come trascorriamo la nostra quotidianità.
Riferimenti bibliografici
-
Wild, 2012, L'esposoma: dal concetto all'utilità, International Journal of Epidemiology
-
World Health Organization, Preventing disease through healthy environments: a global assessment of the burden of disease from environmental risks
-
Krutmann, Bouloc, Sore et. al, 2017, The skin aging exposome, Journal of Dermatological Science
-
Shan, Li, Huang, 2020, AI-Enabled Wearable and Flexible Electronics for Assessing Full Personal Exposures, The Innovation
-
Vrijheid, Slama, Robinson, et al. 2014, The human early-life exposome (HELIX): project rationale and design, Environ Health Perspect
-
Yu, Kress, Blay et al., External exposome and incident asthma across the life course in 14 European cohorts: a prospective analysis within the EXPANSE project, The Lancet Regional Health
-
Robinson, Vrijheid, 2015, The Pregnancy Exposome, Current Environmental Health Reports
-
Maitre, Bustamante, Hernández-Ferrer, 2022, Multi-omics signatures of the human early life exposome, Nature Communications
Articoli recenti
21/08/2026
Cosa sono i mitocondri: come influenzano l’invecchiamento, perché la loro disfunzione è correlata all’insorgenza di patologie e come mantenerli in salute.
Andrea Porta
5 minuti
16/07/2026
Scopri cosa sono i radicali liberi, come influenzano invecchiamento e salute e quali strategie adottare per contrastare lo stress ossidativo in modo efficace.
Andrea Porta
7 minuti
13/07/2026
Scopri cosa sono le sirtuine, come agiscono nel metabolismo e nell’invecchiamento e cosa dice la scienza sul loro legame con la longevità e la salute cellulare.
Andrea Porta
4 minuti