Silvia Parmeggiani

In questo articolo
- Che cos’è l’artralgia
- Qual è la differenza tra artralgia e artrite?
- Quali sono i sintomi che si associano all’artralgia?
- Quali sono le principali tipologie di dolore articolare?
- A cosa è dovuto il male alle articolazioni
- Artralgia ed età
- Quali malattie provocano dolori articolari?
- Quando preoccuparsi per i dolori articolari e che esami fare
- Contrastare il dolore articolare: farmaci e altre terapie
- Artralgia e farmaci: quali prendere?
- Fisioterapia e chirurgia
- Approcci non farmacologici
- Qual è l’impatto del dolore articolare sulla qualità della vita
- Prevenire l'artralgia per migliorare la longevità: quali azioni adottare?
I dolori articolari, definiti anche con il termine “artralgia”, si possono manifestare a ogni età, condizionando abitudini quotidiane e qualità della vita. Sentire male alle giunture è sintomo che mobilità e autonomia stanno subendo un cambiamento, quindi riconoscere subito questo disturbo e mettere in atto azioni preventive ci aiuta a gestirlo e limitare l’impatto sulla quotidianità.
Mantenere in forma le nostre articolazioni, infatti, influisce positivamente sulla longevità e sulla nostra indipendenza.
In questo articolo scopriamo di più sull'artralgia, come riconoscerla, curarla e prevenirla.
Che cos’è l’artralgia
“Artralgia” è il termine medico che identifica la condizione di sofferenza che si prova alle articolazioni, nei punti in cui le ossa si collegano tra loro.
Deriva dal greco arthron, ovvero "articolazione", e algos che significa "dolore" e può colpire mani, polsi, gomiti, spalle, collo, anche, ginocchia, caviglie e la zona lombare bassa, in cui hanno sede le articolazioni sacroiliache.
Qual è la differenza tra artralgia e artrite?
L'artralgia è una condizione dolorosa a livello articolare e può avere origini differenti, non necessariamente di tipo infiammatorio. L’artrite, invece, è una malattia cronica infiammatoria che colpisce le articolazioni ed è spesso una delle cause dell’artralgia. Può nascere da patologie autoimmuni, infezioni o dall’usura della cartilagine.
Quali sono i sintomi che si associano all’artralgia?
Il fastidio alle articolazioni è spesso associato ad altri sintomi, come gonfiore, arrossamento cutaneo e calore al tatto nell’area coinvolta. A seconda del fattore scatenante, si possono manifestare anche:
-
rigidità
-
affaticamento
-
debolezza
-
sensazione di bruciore o pizzicore
-
prurito.
Quali sono le principali tipologie di dolore articolare?
L’artralgia può essere monoarticolare o poliarticolare, a seconda se coinvolge una o più articolazioni contemporaneamente.
In questo caso si parla di poliartralgia, le cui origini possono essere infiammatorie, autoimmuni o infettive e può indicare che l’intero sistema muscolo-scheletrico sta perdendo resilienza.
Inoltre, in base alla frequenza con la quale si presenta, l’algia può essere sporadica, se legata a un singolo episodio come un trauma, oppure ricorrente quando è provocata da condizioni croniche come l’artrosi.
A cosa è dovuto il male alle articolazioni
Alla base dell’artralgia possono esserci più origini. Tra le cause più diffuse troviamo:
-
traumi come distorsioni, fratture ossee, strappi muscolari, stiramenti e microtraumi che riducono la capacità dell’articolazione di tollerare il carico e recuperare;
-
infezioni come influenze, clamidia e salmonella che provocano sofferenza alle articolazioni insieme a febbre e affaticamento;
-
problemi dentali come bruxismo, malocclusioni, disfunzioni miofasciali e traumi alla bocca che hanno effetti sull'articolazione temporo-mandibolare;
-
patologie che attaccano le articolazioni (artrite) e degenerative che deteriorano la cartilagine (artrosi);
-
età, soprattutto in persone con stili di vita poco salutari, sovrappeso, attività fisica eccessiva e sedentarietà che, a lungo andare, tendono a sovraccaricare le articolazioni e influire sulla rigidità delle giunture.
-
disidratazione cronica
Artralgia ed età
I dolori alle articolazioni si possono verificare sporadicamente anche nei giovani in seguito a traumi, sport intenso o infezioni, ma sono più frequenti e ricorrenti quando è presente un’artrite idiopatica giovanile, come afferma un editoriale pubblicato su The Journal of Rheumatology.
Sono però le persone anziane a soffrire più spesso di artralgia. Con il passare del tempo, infatti, l’infiammazione cronica di basso grado del nostro corpo tende ad aumentare, alimentando, se non contrastata adeguatamente, l’invecchiamento precoce (inflammaging).
In perimenopausa e menopausa, invece, l’artralgia si verifica soprattutto per il calo degli estrogeni e coinvolge l’intero apparato muscolo-scheletrico e articolare.
A conferma di quanto i cambiamenti ormonali incidono sulla traiettoria muscolo-scheletrica, uno studio cinese conferma che il 71% delle donne in perimenopausa accusa dolore che, se trascurato, può influire sulla mobilità generale e limitare le attività quotidiane.
Quali malattie provocano dolori articolari?
Se sentiamo fitte o spasmi alle articolazioni, è possibile che siano il sintomo di un'altra patologia. Oltre ad artrite e artrosi, ci sono altre condizioni che possono farci avvertire fastidio, per esempio:
-
gotta
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borsite
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tendinite
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tenosinovite
-
lupus eritematoso sistemico
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ipotiroidismo
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sarcoidosi
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fibromialgia
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osteomielite
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leucemia
-
morbo di Crohn
-
psoriasi
-
celiachia
-
malattia ossea di Paget.
Alcune di queste malattie provocano anche dolori muscolari, che potremmo confondere con le fitte tipiche delle articolazioni. Ma come distinguere questi dolori l’uno dall’altro?
Di solito la mialgia è diffusa e tende ad attenuarsi con il riposo o il calore. Il dolore articolare, invece, si focalizza sulle giunture e persiste in ogni momento della giornata.
Quando preoccuparsi per i dolori articolari e che esami fare
Se le algie ci limitano e si presentano in più occasioni, possiamo rivolgerci a un medico. Segnali da non sottovalutare per richiedere accertamenti sono, per esempio, un gonfiore anomalo alla giuntura, febbre, rigidità agli arti o un forte arrossamento della pelle. Un reumatologo saprà determinare l’origine del nostro malessere e, per ottenere un quadro clinico completo, potrebbe prescrivere:
-
un’ecografia per verificare lo stato dei tessuti molli o la presenza di edemi e lesioni;
-
le analisi del sangue e delle urine per accertare se le cause della sofferenza sono legate a infiammazioni o altri disturbi;
-
una risonanza magnetica e radiografie per escludere la presenza di traumi e flogosi;
-
l’artrocentesi (o esame del liquido sinoviale) per individuare infezioni o malattie infiammatorie.
Contrastare il dolore articolare: farmaci e altre terapie
Dopo la diagnosi di artralgia, lo specialista può prescrivere medicine e terapie riabilitative e chirurgiche. Il trattamento varia a seconda dell’intensità del dolore e delle cause accertate durante il controllo. Quando l’origine non può essere trattata in maniera efficace e con cure specifiche, come nel caso di alcune malattie degenerative, il reumatologo o l'ortopedico possono comunque aiutarci a gestire il dolore per vivere una vita piena e indipendente.
Artralgia e farmaci: quali prendere?
La terapia farmacologica, che deve essere sempre prescritta da un medico, può agire sulla sensazione dolorosa o sulla sua origine. I trattamenti di solito prevedono:
-
medicinali antinfiammatori non steroidei (FANS) o corticosteroidi;
-
analgesici come il paracetamolo;
-
terapie specifiche, da valutare con lo specialista, nel caso di particolari malattie, anche di origine autoimmune. Per esempio, se l’artralgia è dovuta dalla gotta, ci saranno prescritti farmaci per ridurre i livelli di acido urico.
Fisioterapia e chirurgia
In alcuni casi possiamo affiancare alla cura farmacologica anche la fisioterapia. Trattamenti come ultrasuoni, tecarterapia e magnetoterapia possono alleviare temporaneamente il dolore in alcuni pazienti in caso di traumi, contratture e tendiniti.
Fattispecie più gravi come l’artrosi avanzata, invece, spesso richiedono interventi chirurgici: la sostituzione protesica, per esempio, permette di ripristinare la motilità tramite la sostituzione dell’articolazione danneggiata con una nuova in metallo o altro materiale.
Approcci non farmacologici
In caso di trauma, l’applicazione del ghiaccio nelle prime 48 ore sulla zona dolorante e qualche giorno di riposo possono alleviare l’artralgia provocata dalla risposta infiammatoria.
Uno studio del 2025 evidenzia anche il ruolo fondamentale delle attività sportive – in particolare dell’allenamento di forza – nella prevenzione del dolore e del trauma.
Fare esercizio, in base alle nostre capacità fisiche, ci aiuta a salvaguardare la mobilità articolare e perfezionare la propriocezione, importante per affrontare fastidi e indolenzimenti a lungo termine.
Qual è l’impatto del dolore articolare sulla qualità della vita
A seconda della severità, l’artralgia può influire sulla deambulazione e compromettere le normali attività quotidiane e la nostra autonomia. Secondo uno studio del 2026 pubblicato su The Journal of Rheumatology, i dolori articolari, soprattutto se provocati da artrite reumatoide, spesso si associano a stanchezza cronica e rigidità mattutina. Nelle fasi acute diventa difficile anche solo stare in piedi, salire le scale, fare una passeggiata o viaggiare.
La limitata mobilità può portarci all’aumento di peso – correlato a sua volta a patologie cardiovascolari – con influenze sulla salute fisica e mentale. Ma grazie alla prevenzione e a una gestione del dolore mirata, possiamo vivere la nostra vita al meglio anche in presenza di multimorbilità.
Prevenire l'artralgia per migliorare la longevità: quali azioni adottare?
Modificare il nostro stile di vita è importante per mantenerci in salute più a lungo. Per prevenire il dolore articolare possiamo:
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praticare attività fisica regolare per mantenere sane le giunture. Possiamo dedicarci ad allenamenti a basso impatto, nuoto, camminata veloce, yoga o ginnastica per anziani. Fare sport ci aiuta anche a prevenire e gestire la sarcopenia, cioè la perdita progressiva di tono muscolare dovuta all’età.
-
Controllare il peso per evitare carichi eccessivi su ginocchia, anche e colonna vertebrale;
-
seguire una dieta equilibrata per ridurre le infiammazioni croniche. È consigliabile mangiare cibi ricchi di omega 3 e vitamina C, verdura, frutta e alimenti ricchi di calcio e vitamina D per supportare le ossa e prevenire l’osteoporosi;
-
migliorare la postura per ridurre lo stress a livello articolare;
-
utilizzare integratori sotto controllo medico, quando necessario.
Oggi, come afferma un’analisi pubblicata nel 2022, la medicina propende per un approccio multidisciplinarepersonalizzato per la gestione delle problematiche articolari, attraverso la collaborazione attiva di specialisti come dietisti, reumatologi e fisioterapisti.
Se seguiamo le indicazioni mediche in modo proattivo, mangiando correttamente e praticando sport con regolarità, possiamo aiutare i muscoli e le articolazioni, riducendo anche eventuali rischi legati alla progressiva perdita di tono dovuta all’età.
Scritto da
Silvia Parmeggiani
Redazione ViviReale
Riferimenti bibliografici
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Heckert, Hissink-Muller, van den Berg, et al., 2023, Patterns of clinical joint inflammation in juvenile idiopathic arthritis, RMD Open
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Lu, Liu, Zhou, et al., 2020, Musculoskeletal Pain during the Menopausal Transition: A Systematic Review and Meta-Analysis. Neural Plast, Neural Plasticity
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Khidir, van Mulligen, van der Helm-van Mil, 2026, Identifying Resolution of Clinically Suspect Arthralgia: A Step Toward Understanding Spontaneous Reversal of an At-Risk Stage of Rheumatoid Arthritis, The Journal of Rheumatology
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Varrassi, Farì, et al., 2025, Mixed pain: clinical practice recommendations, Frontiers in Medicine 12
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