Mara D'Angeli

In questo articolo
- I sintomi più comuni dell’occhio secco
- Occhio secco o congiuntivite? Come distinguere i sintomi
- Cosa causa la sindrome dell’occhio secco?
- Occhio secco: le cause patologiche più comuni
- Fattori di rischio dell’occhio secco
- La sindrome dell’occhio secco può essere collegata alla menopausa?
- Cosa succede se non si cura la sindrome dell’occhio secco?
- Come si arriva alla diagnosi di xerosi oculare
- Come si risolve la secchezza oculare partendo dalla gestione dei sintomi
- Colliri e altre terapie topiche per curare l’occhio secco
- Rimedi casalinghi per alleviare i sintomi dell’occhio secco e preservare la longevità oculare
- L’importanza di proteggere la salute degli occhi nel tempo
Tempo di lettura: 7 minuti
La sindrome dell’occhio secco, anche definita malattia dell’occhio secco (DED in acronimo inglese) o xerosi oculare, è un disturbo estremamente diffuso che può manifestarsi con sintomi di intensità variabile, da lievi fastidi fino a una compromissione della qualità della vita, a seconda del livello di gravità. Recenti statistiche ci informano che nel mondo ne soffre 1 adulto su 5, con prevalenza nella popolazione femminile.
La secchezza oculare in sé rappresenta il sintomo di una disregolazione del film lacrimale, pellicola liquida sottile che umidifica e protegge lo strato esterno dell’occhio, formato da cornea e congiuntiva. Senza questa preziosa barriera naturale i nostri occhi tendono ad asciugarsi, con conseguenze sia sulla visione, che appare sfocata rispetto al normale, sia sulla salute oculare generale.
Un occhio secco può apparire irritato, arrossato e più esposto all’azione di agenti esterni. Ma come si manifesta esattamente questa condizione e quali sono le cause e i fattori di rischio? Scopriamolo insieme.
I sintomi più comuni dell’occhio secco
La diagnosi di sindrome dell’occhio secco spetta all’oculista, ma esistono alcuni segnali specifici che possono essere spia di questo problema, per esempio:
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sensazione di avere dei corpi estranei negli occhi, che non si riescono a eliminare sbattendo le palpebre o strofinandole;
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occhi che bruciano e/o prudono;
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stanchezza oculare;
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palpebre che aderiscono agli occhi durante il riposo, rendendo difficile aprirle al risveglio;
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formazione di secrezioni filamentose agli angoli dell’occhio;
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vista appannata;
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possibili spasmi palpebrali, simili a tic nervosi;
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sensibilità alla luce (fotofobia);
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arrossamento oculare;
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fastidio quando si indossano le lenti a contatto;
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lacrimazione aumentata, o lacrimazione normale ma inefficace nel dare sollievo dal bruciore.
Occhio secco o congiuntivite? Come distinguere i sintomi
La sindrome dell’occhio secco viene anche definita “cheratocongiuntivite secca”, ma la comune congiuntivite non ha nulla a che vedere con la DED. A partire dai sintomi, vediamo come capire se il nostro problema rientra nella prima o nella seconda condizione.
I sintomi principali della congiuntivite, sia virale che allergica, sono:
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prurito e arrossamento oculari intensi;
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formazione di secrezioni crostose sulle palpebre;
-
palpebre gonfie;
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lacrimazione abbondante.
I sintomi distintivi dell’occhio secco, invece, come abbiamo visto sono il bruciore, la sensazione di avere gli occhi pieni di “sabbiolina”, la stanchezza oculare, la visione annebbiata. Inoltre, mentre i sintomi della congiuntivite sono acuti e passano una volta che la reazione allergica o l’infezione sono passati, la sindrome dell’occhio secco si prolunga nel tempo.
Tuttavia, nonostante siano due condizioni diverse, è bene sapere che cheratocongiuntivite secca e congiuntivite virale o allergica possono sommarsi, perché la secchezza oculare favorisce l’infiammazione della congiuntiva e lo sviluppo di infezioni.
Cosa causa la sindrome dell’occhio secco?
Per capire le cause che portano alla sindrome dell’occhio secco, dobbiamo partire dalla composizione del film lacrimale che protegge i nostri occhi. Si tratta, infatti, di una pellicola trasparente composta da tre strati: uno lipidico, prodotto dalle ghiandole di Meibomio; uno acquoso, prodotto dalle ghiandole lacrimali; uno basale, prodotto dalla congiuntiva. La disregolazione lacrimale può quindi dipendere da un deficit di tutte le ghiandole, o solo di alcune. Per questa ragione, in presenza di sintomi che rappresentano il principale campanello d’allarme, è necessario rivolgersi all’oculista per una valutazione a 360° della salute oculare.
Occhio secco: le cause patologiche più comuni
È più probabile sviluppare la DES in presenza di alcune condizioni di salute, ad esempio:
-
diabete, malattia sistemica che può danneggiare la cornea e ridurre la produzione del film lacrimale;
-
malattie autoimmuni e, in particolare, la sindrome di Sjögren, che inibisce la produzione fisiologica di fluidi corporei e causa una secchezza generalizzata di mucose, occhi e pelle;
-
ipertensione;
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allergie respiratorie;
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malattie della pelle come la rosacea;
-
malattie oculari tra cui il glaucoma;
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neuropatie, infiammazione o lesioni dei nervi cranici;
-
sclerosi multipla;
-
depressione clinica;
-
disbiosi intestinale: a questo proposito, sembra esistere una correlazione tra infiammazione intestinale di basso grado con alterazione della microflora intestinale, e sintomi apparentemente “lontani” che coinvolgono le strutture oculari. Al momento, non sono ancora disponibili dati sufficienti a spiegare il nesso tra infiammazione intestinale e occhio secco, ma si tratta di un ambito di indagine interessante e promettente, soprattutto nell’ottica di prevenire e curare la xerosi oculare in futuro, come ben spiegato in uno studio del 2025.
Accanto a queste condizioni che possono predisporre alla sindrome dell’occhio secco e che vengono definite endogene perché hanno un’origine interna (al corpo), ve ne sono altre esterne, o esogene, che includono:
-
effetti collaterali di farmaci (cause iatrogene);
-
conseguenze di interventi di chirurgia oftalmica, specialmente chirurgia rifrattiva e della cataratta.
Fattori di rischio dell’occhio secco
La sindrome dell’occhio secco, nella maggior parte dei casi, è una condizione fastidiosa collegata a predisposizione genetica, fattori di rischio ambientali o associati allo stile di vita. Tra i principali ci sono, per esempio:
-
l’età, perché la DED raramente sorge in gioventù;
-
il sesso femminile: la secchezza oculare colpisce le donne in percentuale molto superiore rispetto agli uomini;
-
l’uso prolungato di lenti a contatto: indossarle per troppe ore consecutive durante la giornata o, persino, quando si va a dormire, è uno dei principali fattori di rischio;
-
il tabagismo;
-
l’esposizione prolungata a monitor di tablet, smartphone e pc: fissare a lungo questi dispositivi senza sbattere le palpebre favorisce l’evaporazione del film lacrimale e può provocare affaticamento oculare e, appunto, secchezza;
-
l’esposizione a fumi inquinanti e sostanze chimiche volatili;
-
l’abuso di alcol;
-
un’idratazione insufficiente associata a una dieta ricca di sale e povera di alimenti vegetali: questi ultimi, essendo ricchi di antiossidanti, possono aiutare a ritardare l’invecchiamento delle strutture oculari;
-
l’esposizione prolungata al sole e al vento senza uso di occhiali protettivi.
La sindrome dell’occhio secco può essere collegata alla menopausa?
Le donne over 50 sono la categoria più colpita dalla secchezza oculare. Se il sesso femminile, infatti, è un importante fattore di rischio di DED – questo studio riporta un intervallo di prevalenza tra l’11,9% e il 22% – dopo la menopausa il rischio aumenta significativamente. Ciò accade perché la diminuzione degli ormoni sessuali, dovuta alla cessazione dell’attività ovarica, influisce sia sugli organi riproduttivi sia sugli altri tessuti del corpo come pelle, cuore, muscoli e ossa. La produzione fisiologica del film lacrimale viene pertanto inibita dal brusco calo degli estrogeni.
A questo si aggiunge ciò che sostiene un recente studio, pubblicato sulla rivista Frontiers, in base al quale ciò che accade a livello oculare nelle donne in menopausa è più complesso. Secondo questa ricerca, infatti, la sindrome dell’occhio secco sarebbe causata da un’infiammazione immuno-modulata, ovvero indotta dalle stesse cellule immunitarie presenti nell’occhio, a sua volta dovuta a squilibri di carattere immunitario. A causare la secchezza sarebbe quindi un’iper reattività del sistema immunitario che genera una reazione infiammatoria cronica delle strutture oculari preposte alla secrezione del film lacrimale. All’origine di questo processo ci sarebbe, appunto, il deficit ormonale.
Quanto scoperto può fornire alla ricerca strumenti utili per mettere a punto terapie che agiscano selettivamente per spegnere l’innesco infiammatorio causato dagli squilibri ormonali, quando la secchezza oculare è dovuta a questo.
Cosa succede se non si cura la sindrome dell’occhio secco?
Non curare l’occhio secco può portare a serie conseguenze. Infatti, aumenta il rischio di:
-
infezioni alla congiuntiva (congiuntiviti secche);
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infezioni alla cornea (cheratiti, ascessi e ulcere corneali);
-
infiammazione delle palpebre (blefarite) che può diventare cronica.
Inoltre, la secchezza oculare trascurata, le continue infezioni e le infiammazioni possono influire negativamente sull’acuità visiva. Usare le lenti a contatto può diventare difficoltoso e impattare negativamente anche sulla vita professionale, specialmente di chi lavora tante ore al pc.
Il consiglio è quindi quello di prenotare un controllo oculistico non appena compaiono i primi sintomi.
Come si arriva alla diagnosi di xerosi oculare
Il primo passo è quello di sottoporsi a una visita oculistica avendo cura di informare il medico di eventuali altre condizioni patologiche di cui si soffre, specialmente se croniche o di natura autoimmune, e di pregresse infezioni o malattie oculari. È importante anche fornire la lista dei farmaci che si assumono.
In particolare, esistono test specifici per arrivare alla diagnosi di sindrome dell’occhio secco, tra cui:
-
test per misurare il volume lacrimale;
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test per valutare la qualità di produzione lacrimale e la velocità con cui le lacrime tendono a evaporare;
-
test dell’osmolarità lacrimale, che serve a capire quanta acqua è presente nelle lacrime prodotte.
Come si risolve la secchezza oculare partendo dalla gestione dei sintomi
La sindrome dell’occhio secco tende a cronicizzare, specialmente dopo i 50 anni. Tuttavia, si può mantenere sotto controllo efficacemente con cure sintomatiche che aiutino a preservare la salute generale dell’occhio. Per questa ragione il trattamento della DED rientra nell’oftalmologia sistemica, che utilizza un approccio olistico, includendo la valutazione della salute oculare tra gli indicatori di salute generale dell’organismo, e prestando particolare attenzione alle alterazioni endocrine e metaboliche. Vediamo insieme le principali soluzioni a disposizione.
Colliri e altre terapie topiche per curare l’occhio secco
Una volta che l’oculista ha diagnosticato il problema, può stabilire la terapia più indicata tra quelle attualmente disponibili. Il primo trattamento, di solito, è rappresentato dai colliri lubrificanti. Le lacrime artificiali, a base di acido ialuronico e altri agenti idratanti, sono infatti la principale terapia sintomatica. La scelta del collirio giusto dipende dal tipo e dalla severità di xerosi oculare. Spesso, le lacrime artificiali devono essere usate durante tutto l’arco della giornata al fine di mantenere l’occhio sempre umido e protetto.
A seconda della causa dell’occhio secco e del livello di gravità, l’oculista può prescrivere altre preparazioni topiche personalizzate. Un esempio sono i colliri a base di ciclosporina, una sostanza antinfiammatoria, o di siero ricavato dal sangue stesso della persona, ricco di cellule epiteliali. Inoltre, esistono unguenti e creme ad alto potere umettante e lubrificante, da applicare prima di andare a dormire per alleviare i sintomi più fastidiosi della xerosi oculare al risveglio.
L’oculista potrebbe anche prescrivere i punctal plugs, minuscoli occlusori in silicone che si applicano sui dotti lacrimali per ridurre la dispersione delle lacrime, sia di quelle naturali che artificiali fornite dai colliri. Si tratta di dispositivi che non disturbano la visione e non danno nessun fastidio durante l’uso.
Rimedi casalinghi per alleviare i sintomi dell’occhio secco e preservare la longevità oculare
Per migliorare la secchezza oculare, prevenire il peggioramento dei sintomi e promuovere la eye longevity può essere inoltre utile impostare una routine casalinga che includa, ad esempio:
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impacchi caldi (non bollenti) da effettuare sulle palpebre chiuse per almeno 5 minuti l’una o anche più volte al giorno;
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detersione accurata dei margini palpebrali usando, eventualmente, salviette oftalmiche;
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massaggi delicati alle palpebre per stimolare la produzione del film lacrimale;
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mantenimento di un microclima indoor mediamente umido;
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idratazione adeguata;
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attività motoria e controllo dell’insulina per mantenere basso il livello di infiammazione dell’organismo;
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assunzione di probiotici per mantenere l’intestino in salute e prevenire la disbiosi;
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riduzione del consumo di sale e dei cibi industriali, incrementando gli alimenti vegetali freschi ricchi d’acqua e di fibre: la dieta mediterranea, in particolare, è un regime alimentare indicato per promuovere la salute dell’occhio e, in generale, la longevità;
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utilizzo di occhiali da sole nelle ore di luce più intensa in estate e nelle giornate di vento;
-
uso accorto delle lenti a contatto, evitando di indossarle per troppe ore consecutive;
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riduzione del tempo di esposizione agli schermi dei dispositivi elettronici: sono consigliabili pause regolari, distogliendo gli occhi dal monitor ogni 20 minuti.
L’importanza di proteggere la salute degli occhi nel tempo
In sintesi, la sindrome dell’occhio secco, o DED, è un disturbo multifattoriale frequente dopo i 40-50 anni, specialmente nel sesso femminile. Si tratta di una condizione fastidiosa, ma gestibile con pochi accorgimenti, purché costanti e messi in atto tempestivamente. Ritrovarsi con gli occhi stanchi e asciutti a fine giornata può essere il primo campanello d’allarme della sindrome dell’occhio secco: è importante non sottovalutare questo sintomo, affinché questa condizione passeggera non si ripresenti sempre più spesso, diventando cronica. Sottoporsi a regolari controlli oculistici fin da giovani e ricordare che la funzionalità delle strutture dei nostri occhi dipende anche da vari fattori modificabili, come lo stile di vita, è molto importante. Le nostre abitudini quotidiane, infatti, possono concorrere sensibilmente ad aumentare le prospettive di benessere oculare a lungo termine.
Scritto da
Mara D'Angeli
Redazione ViviReale
Riferimenti bibliografici
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