Letizia Vignudelli

In questo articolo
- Che cosa sono i ritmi circadiani?
- Cosa regola i ritmi circadiani?
- Ritmi circadiani e meccanismi fisiologici
- Ciclo sonno-veglia
- Metabolismo
- Fame e sazietà
- Temperatura corporea
- Funzione cardiovascolare
- Funzioni cognitive e umore
- Sistema immunitario
- Gli effetti nocivi di ritmi circadiani sregolati
- Cosa disturba i ritmi circadiani?
- Come rispettare i ritmi circadiani e ristabilirli se sono alterati?
- Vivere in armonia con i ritmi circadiani: un lasciapassare per la longevità
Nel nostro corpo c'è un “orologio biologico” che regola i cicli di sonno e veglia e ha un impatto molto profondo sul funzionamento e sul benessere di tutto l'organismo. Si tratta dei ritmi circadiani, una sorta di bussola interiore che, quando è allineata con i cicli della natura, ci fa sentire bene.
Quando però questa bussola subisce uno sfasamento, per esempio per un cambiamento nei nostri stili di vita o di lavoro, può essere causa di malessere e renderci più vulnerabili a patologie anche gravi.
Rispettare i cicli circadiani, dall'ora in cui mangiamo a quella in cui andiamo a dormire, può aiutarci a vivere più in salute e più a lungo. Scopriamo insieme come influiscono sul nostro benessere e cosa possiamo fare per trasformarli in alleati per la nostra longevità.
Che cosa sono i ritmi circadiani?
I ritmi circadiani sono cicli biologici di circa 24 ore che regolano specifiche funzioni corporee e sono scanditi da una serie di fattori naturali o fisiologici, principalmente dall'alternanza tra il giorno e la notte.
Alcuni processi vitali regolati dal ciclo circadiano sono:
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il sonno
-
la secrezione di ormoni
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il metabolismo
-
l'appetito
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la pressione arteriosa
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l'umore
-
la temperatura interna
-
l'efficienza del sistema immunitario.
Il termine “circadiano”, che deriva dal latino “circa diem” e significa “intorno al giorno”, fa riferimento proprio alle oscillazioni cicliche che i nostri ritmi corporei seguono durante la giornata, soprattutto per effetto dell'avvicendarsi di luce e buio legato alla rotazione della Terra.
Come spiega la cronobiologia, cioè la branca della biologia che studia questi fenomeni, i ritmi della natura dettano il ritmo delle funzioni organiche del nostro corpo nell'arco delle 24 ore e influiscono sul nostro equilibrio psico-fisico, sulla nostra predisposizione alle malattie e persino sulla nostra risposta alle cure. In sostanza, contribuiscono a determinare la qualità e la durata della nostra vita.
Cosa regola i ritmi circadiani?
I ritmi circadiani sono regolati da un’area del nostro cervello chiamata nucleo soprachiasmatico, Questo nucleo, che si trova nell’ipotalamo, fa sì che tutti i processi fisiologici che si ripetono nelle nostre giornate seguano una precisa scansione temporale in armonia con i cicli naturali.
Il nucleo soprachiasmatico riceve gli stimoli luminosi attraverso le cellule della retina, sensibili alla luce esterna, che lo informano dell'alternanza tra luce e buio. Questi stimoli vengono poi utilizzati per adattare i ritmi biologici del nostro corpo al susseguirsi di giorno e notte.
È una sorta di orologio centrale che, come un regista, invia segnali ai tanti orologi periferici distribuiti negli organi del nostro corpo – nel cuore, nell'intestino, nel fegato – per coordinarli e fare in modo che funzionino in armonia con il ritmo circadiano e nella maniera più utile al nostro benessere.
Secondo queste fluttuazioni cicliche naturali, ad ogni fascia oraria corrispondono specifiche attività biologiche: di giorno, per esempio, domina l'attività metabolica per produrre l'energia utile alle attività quotidiane, mentre la notte prevale il riposo per favorire il recupero.
Per mantenersi in salute e in equilibrio, è fondamentale che il nostro ciclo sonno-veglia e tutti i nostri ritmi fisiologici siano sincronizzati tra loro, attraverso questo complesso scambio di informazioni tra orologio centrale, orologi periferici e ritmi dettati dalla natura.
Ritmi circadiani e meccanismi fisiologici
A giocare un ruolo centrale nella regolazione delle nostre funzioni biologiche ci sono diversi ormoni tra cui la melatonina, l'insulina e il cortisolo, che vengono prodotti in quantità diverse nel corso della giornata. Vediamo in che modo l'orologio circadiano dà il giusto ritmo alla nostra vita.
Ciclo sonno-veglia
Il ritmo sonno-veglia è il principale processo fisiologico che i cicli circadiani regolano. Questo ciclo biologico è scandito dal rilascio di due ormoni che contribuiscono a dettare i tempi del riposo e della veglia in armonia con l'alternanza di buio e luce:
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la melatonina, nota come “ormone del sonno”, i cui livelli aumentano di notte e diminuiscono al mattino in risposta agli stimoli luminosi che l'organismo riceve dall'esterno
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il cortisolo, è conosciuto come “ormone dello stress” perché viene prodotto come reazione a un evento stressante, ma entra in gioco anche per riattivare l'organismo dopo il riposo notturno. Proprio per questo, ha un picco nell'ora che precede il risveglio per poi diminuire e arrivare a livelli minimi la sera.
Metabolismo
I ritmi circadiani influenzano in modo sensibile anche l'efficienza metabolica, cioè la capacità di convertire in modo ottimale il cibo in energia, in particolare i carboidrati e i grassi, come spiega l’articolo “Ritmi circadiani e variabili metaboliche” pubblicato sulla rivista “L’Endocrinologo”.
Come avviene per il ciclo sonno-veglia, a svolgere un ruolo centrale è la secrezione di alcuni ormoni. Il principale è l'insulina, prodotta dal pancreas, che consente alle cellule del corpo di utilizzare il glucosio (cioè lo zucchero) come fonte energetica. In questo modo aiuta a tenere sotto controllo i valori della glicemia nel sangue (equilibrio glicemico) e contribuisce a prevenire il diabete e migliorarne la gestione.
La secrezione di insulina è bassa di sera e più alta nella prima parte della giornata, quando l'organismo ha una migliore sensibilità a questo ormone e riesce a metabolizzare al meglio gli zuccheri introdotti con i pasti.
Fame e sazietà
Un altro aspetto del metabolismo che viene condizionato dai ritmi circadiani è l'appetito, che risente delle oscillazioni di due ormoni:
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la grelina, il cosiddetto “ormone della fame”, i cui livelli aumentano prima dei pasti per segnalare al cervello che è arrivato il momento di mangiare e diminuiscono dopo l'assunzione di cibo;
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la leptina, anche noto come “ormone della sazietà”, i cui picchi nelle ore serali portano a una riduzione dell'appetito prima di andare a dormire.
Temperatura corporea
Anche la temperatura corporea è soggetta a fluttuazioni cicliche nel corso della giornata: raggiunge il minimo nelle prime ore del mattino, quando si attesta sui 36°C-36,5°C, e il massimo nel tardo pomeriggio o sera, quando può toccare i 37°C. L'abbassamento della temperatura favorisce il sonno, mentre il suo innalzamento supporta la veglia, aumentando i livelli di energia e stimolando il metabolismo.
Funzione cardiovascolare
I ritmi circadiani influenzano anche la funzionalità cardiovascolare. Sia la pressione arteriosa che la frequenza cardiaca sono più alte al mattino dopo il risveglio e più basse di notte durante il riposo.
Funzioni cognitive e umore
Il nostro orologio biologico condiziona anche le funzioni cognitive e la stabilità emotiva, grazie al rilascio di alcuni neurotrasmettitori da parte del cervello. Tra i più importanti c'è la serotonina, che è conosciuta come “ormone della felicità” per il suo impatto sull'umore. La serotonina, agendo su diverse aree cerebrali, è fondamentale anche per favorire concentrazione, attenzione e memoria, oltre che per supportare il sonno. Questo neurotrasmettitore viene sintetizzato dall'organismo grazie alla luce durante il giorno, quando raggiunge i livelli massimi, mentre con l'oscurità viene convertito in melatonina, che concilia il riposo.
Sistema immunitario
L'attività del sistema immunitario ha picchi che dipendono dal ciclo circadiano e sono influenzati dai livelli di alcuni ormoni, come la melatonina, che oltre a regolare il ritmo sonno-veglia ha proprietà antiossidanti e gioca un ruolo nel modulare la risposta immunitaria e infiammatoria dell'organismo.
Gli effetti nocivi di ritmi circadiani sregolati
Una delle conseguenze più comuni dell'alterazione dei ritmi circadiani è la disritmia circadiana, più comunemente nota come jet lag: questo disturbo temporaneo del sonno è dovuto allo sfasamento dell'orologio biologico interno rispetto all'ambiente esterno ed è causato dal rapido attraversamento di molti fusi orari quando viaggiamo. Si manifesta con insonnia, sonnolenza diurna, stanchezza e irritabilità.
Ritmi circadiani alterati possono favorire anche problematiche più serie, esponendoci a un maggiore rischio di obesità, squilibri metabolici, insulino-resistenza, malattie croniche come il diabete di tipo 2, patologie cardiovascolari, tumori, ansia, depressione e deficit cognitivi.
Cosa disturba i ritmi circadiani?
Alcuni fattori ambientali e comportamentali possono disallineare i ritmi circadiani rispetto a quelli naturali. Per proteggere il nostro benessere e assicurarci una vita il più possibile lunga e di qualità, è importante conoscere questi perturbatori circadiani, che possono essere modificati a nostro favore per risincronizzare i nostri orologi biologici con i cicli naturali. Analizziamo i principali:
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mancanza di luce naturale diurna: trascorrere troppo tempo in ambienti chiusi, con una scarsa esposizione alla luce solare
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esposizione alla luce artificiale notturna: esporsi a fonti luminose intense nelle ore serali e notturne, soprattutto alla luce blu emessa da dispositivi elettronici come cellulari, tablet e televisori, inibisce la produzione di melatonina, ritarda l'addormentamento e peggiora la qualità del sonno
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lavoro su turni notturni: il lavoro notturno obbliga a restare svegli quando i ritmi fisiologici richiederebbero di riposare e causa uno sfasamento del ritmo sonno-veglia
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sonno irregolare: non avere orari fissi per andare a letto e per svegliarsi e non dormire a sufficienza
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orario dei pasti: consumare i pasti a tarda sera, durante la notte o a orari irregolari altera il metabolismo e l’orologio biologico
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inquinamento acustico: i rumori ambientali, in particolare quelli notturni, ostacolano il riposo e costringono il nostro organismo a un costante stato di veglia
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temperatura ambientale: negli ambienti domestici, temperature più calde di notte e fredde di giorno, quindi non in linea con quanto avviene normalmente in natura, possono disturbare i ritmi circadiani.
Come rispettare i ritmi circadiani e ristabilirli se sono alterati?
In molti casi i fattori che provocano uno sfasamento dei ritmi circadiani sono legati a stili di vita e comportamenti scorretti. Spesso è sufficiente modificare le nostre routine quotidiane per allinearle ai cicli della natura e riconnettersi con i propri ritmi naturali se alcuni eventi li hanno disturbati, per esempio dopo un periodo di lavoro su turni o un viaggio intercontinentale che ha causato il jet lag. Ecco alcuni accorgimenti utili per rispettare o ristabilire il nostro orologio circadiano:
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esporsi ogni giorno alla luce solare facendo una passeggiata
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evitare o ridurre l'uso di dispositivi elettronici nelle ore serali oppure attivare il filtro per la luce blu per limitare l'esposizione a questa tipologia di fonte luminosa
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andare a letto a orari regolari e dormire a sufficienza, così da da svegliarsi freschi e riposati Sono consigliate mediamente 8-9 ore a notte per gli adulti, tenendo conto delle variabili individuali tra brevi, normo e lungo dormitori
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evitare di consumare i pasti a tarda sera o di notte, soprattutto se troppo abbondanti o ricchi di cibi complessi da digerire. L’innalzamento dei livelli di glucosio nel sangue dopo un pasto abbondante o molto ricco di carboidrati è normale, ma se queste impennate sono eccessive e frequenti possono causare aumento del peso e dell'appetito e insulino-resistenza, che compromette la capacità dell'organismo di regolare la glicemia. Per questa ragione, in base ai principi della dieta circadiana, che allinea i pasti agli orari fisiologici del nostro corpo per ottimizzare il metabolismo e migliorare la gestione glicemica, è consigliabile consumare i carboidrati nella prima parte della giornata e, di sera, fare pasti a base di proteine e grassi.
Vivere in armonia con i ritmi circadiani: un lasciapassare per la longevità
Come abbiamo illustrato, la disregolazione dei nostri orologi biologici è uno dei fattori che più minacciano il nostro equilibrio e il nostro benessere, causando disturbi fastidiosi e che possono mettere seriamente a rischio la nostra salute e favorire lo sviluppo di patologie anche gravi.
Al contrario, seguire i ritmi della natura rende il nostro organismo più forte, protetto e preparato a reagire alle aggressioni esterne: lo dimostra il fatto che si sta sviluppando un innovativo approccio medico, la cronoterapia, che sfrutta i ritmi circadiani a scopo terapeutico.
Sincronizzare i trattamenti farmacologici e terapeutici con i ritmi biologici del corpo può essere utile, per esempio, per proteggere la salute cardiovascolare e per migliorare la gestione nutrizionale delle persone con diabete attraverso una tempistica dei pasti allineata con questi ritmi, come evidenziato nell’articolo “Chrono-nutrition for the prevention and treatment of obesity and type 2 diabetes: from mice to men”, pubblicato sulla rivista “Diabetologia”. L'armonia con il nostro orologio biologico naturale, dunque, è un vero e proprio strumento di prevenzione e cura, il lasciapassare per una vita più sana e più longeva.
Scritto da
Letizia Vignudelli
Redazione ViviReale
Riferimenti bibliografici
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Benazzi, Gorini, Feraco, Caprio, 2021, Ritmi circadiani e variabili metaboliche, L’Endocrinologo
-
Challet, 2019, La regolazione circadiana dell'assunzione di cibo, Nature Reviews Endocrinology
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Stenvers, DJ, Scheer, FAJL, Schrauwen et al., 2019, Orologi circadiani e resistenza all'insulina, Nature Reviews Endocrinology
-
Hawley, JA, Sassone-Corsi, P. & Zierath, 2020, Crononutrizione per la prevenzione e il trattamento dell'obesità e del diabete di tipo 2: dai topi agli uomini, Diabetologia
-
Fondazione Veronesi, La cronobiologia, o il ritmo delle 24 ore sulla nostra salute
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