Angela Osti

In questo articolo
- Che cos'è la biofilia?
- La biofilia in psicologia
- Il contributo italiano di Giuseppe Barbiero
- Cosa afferma la teoria della biofilia?
- Effetto biofilia: cosa significa?
- Che cos'è la terapia della biofilia?
- Come vivere la biofilia nel quotidiano
- Spazi che favoriscono il benessere: il legame tra biofilia e architettura
- La città biofilica
- Un futuro più orientato alla natura
Sempre più studi dimostrano che il contatto con il verde influisce positivamente sulla salute fisica e mentale, riducendo lo stress, migliorando l'umore e favorendo il benessere generale. Questo legame profondo tra essere umano e ambiente naturale prende il nome di “biofilia”. Un concetto affascinante, che sta avendo un impatto significativo in ambiti differenti: dalla psicologia alla medicina di prevenzione, dall’architettura alla pianificazione delle metropoli di domani. In un'epoca in cui trascorriamo gran parte della nostra esistenza in luoghi chiusi, recuperare questo “cordone ombelicale” con l'ecosistema attorno a noi è sempre più importante. Scopriamo quindi cos’è la biofilia, i suoi effetti benefici e come “praticarla” nel quotidiano.
Che cos'è la biofilia?
Il termine biofilia affonda le sue radici nel greco classico: bios sta per “vita” e philia significa “amore”. Letteralmente “amore per la vita”, quindi. Coniato negli anni Sessanta dallo psicoanalista Erich Fromm per descrivere l'attrazione verso tutto ciò che cresce e si sviluppa, il concetto è stato poi consacrato dal biologo di Harvard Edward O. Wilson. Nel suo celebre saggio Biophilia, pubblicato nel 1984, Wilson ha spiegato che gli esseri umani possiedono una predisposizione innata a cercare la natura, aggiungendo un'osservazione fondamentale: “Siamo umani in buona parte a causa del modo particolare in cui ci affiliamo con altri organismi. È la matrice in cui la mente umana ha avuto origine ed è permanentemente radicata”.
Se Wilson ha spiegato perché l'essere umano ha un bisogno innato di natura, è stato l’ecologo sociale di Yale Stephen Kellert a mostrare come tradurre questa intuizione in interventi concreti di applicazione. Insieme a Wilson, ha curato The Biophilia Hypothesis e definito i principi del design biofilico, un approccio che integra elementi naturali nell'architettura e nella progettazione degli spazi per favorire salute, benessere e qualità della vita.
La biofilia in psicologia
In ambito psicologico, la biofilia risponde al bisogno di rigenerazione della nostra mente. Il nostro cervello, infatti, è “programmato” per sentirsi meglio in presenza di alberi, acqua, paesaggi naturali, luce solare e biodiversità. Ad esempio, dopo ore trascorse davanti a uno schermo sotto la luce artificiale, tendiamo a soffrire di affaticamento dell'attenzione sostenuta, ovvero la capacità di rimanere concentrati su un'attività o su uno stimolo per un periodo di tempo prolungato. La natura, invece, offre quella che gli psicologi chiamano soft fascination: la chioma di un albero mossa dal vento non richiede uno sforzo cognitivo attivo, permettendo alla mente di ricaricarsi.
Diversi studi hanno rilevato che trascorrere del tempo nella natura e osservarla contribuisce a:
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diminuire i livelli di stress;
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ridurre ansia e tensione emotiva;
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migliorare attenzione e concentrazione;
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aumentare resilienza e benessere psicologico;
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favorire emozioni positive;
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accelerare la guarigione in pazienti ospedalizzati.
Non sorprende, quindi, che il contatto con il verde possa essere integrato in percorsi dedicati alla gestione dell'ansia da lavoro, della sindrome di burnout e al miglioramento del work life balance.
A rafforzare il concetto che l’ambiente eserciti l’azione di un farmaco protettivo naturale ci sono importanti studi epidemiologici realizzati da Harvard – come questa ricerca pubblicata nel 2016 e questo articolo del 2019 – e altre ricerche sull’invecchiamento che hanno anche dimostrato come abitare in zone verdi o nelle vicinanze di parchi alberati (entro 300 metri) diminuisca in modo significativo la mortalità precoce e riduca il rischio di essere afflitti da diverse patologie. In particolare citiamo lo studio Identification of a specific telomere terminal transferase activity in Tetrahymena extracts di Greider e Blackburn. Ricordiamo che gli studi pionieristici di Elizabeth Blackburn sui telomeri e sulla telomerasi le sono valsi il Premio Nobelper la Medicina nel 2009.
Il contributo italiano di Giuseppe Barbiero
In Italia, un contributo teorico e sperimentale di rilievo si deve al biologo Giuseppe Barbiero, docente di Biologia e di Ecopsicologia all'Università della Valle d'Aosta. Barbiero ha approfondito il legame trabiofilia ed ecologia affettiva all’interno di uno studio in cui ha dimostrato come la biofilia sia alla base dell'intelligenza naturalistica, ossia la capacità di leggere e interpretare i segnali dell'ambiente. Le sue ricerche, inoltre, hanno mostrato che gli ambienti di apprendimento orientati al biophilic design, oltre a essere preferiti e percepiti come maggiormente rigeneranti, risultano più efficaci nel sostenere l’attenzione degli studenti rispetto agli ambienti di apprendimento convenzionali.
Cosa afferma la teoria della biofilia?
La teoria della biofilia sostiene che il legame tra uomo e natura rappresenti un bisogno biologico. Per tantissime generazioni la sopravvivenza dell'essere umano è dipesa dalla capacità di leggere gli ambienti naturali: riconoscere corsi d'acqua, vegetazione, rifugi e fonti di cibo. Questa lunga evoluzione avrebbe lasciato una traccia nel nostro sistema nervoso, che ancora oggi reagisce positivamente agli stimoli naturali.
È per questo motivo che un panorama verde, il rumore delle onde o il canto degli uccelli possono favorire rilassamento e recupero psicofisico. L’essere umano si percepisce come parte integrante della biosfera ed è in grado di riconoscere e sentire profondamente la sacralità di ogni forma di vita.
Secondo la maggior parte degli studiosi, infatti, la biofilia è una predisposizione innata dell’essere umano. Tuttavia, come altre capacità presenti dalla nascita, necessita di allenamento e di essere adeguatamente stimolata. Chi cresce frequentando boschi, parchi o montagne tende spesso a mantenere un rapporto più spontaneo con la natura anche in età adulta, mentre una vita completamente urbanizzata può attenuare questa predisposizione senza eliminarla del tutto.
Ma quali sono i diversi elementi che compongono la biofilia? Vediamo i principali:
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connessione emotiva con la natura;
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senso di appartenenza agli ecosistemi;
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fascinazione verso gli elementi naturali;
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ricerca di esperienze all'aperto;
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attenzione alla biodiversità;
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desiderio di proteggere l'ambiente.
Tutti aspetti che contribuiscono non solo al benessere individuale, ma spesso anche allo sviluppo di comportamenti più sostenibili.
Effetto biofilia: cosa significa?
L'effetto biofilia indica l'insieme delle risposte positive che il nostro organismo manifesta quando entra in contatto con ambienti naturali. Tra gli effetti più osservati ci sono, ad esempio, la riduzione della pressione arteriosa, la diminuzione del cortisolo – il principale ormone dello stress – il miglioramento dell'umore, una maggiore concentrazione, il recupero della fatica mentale, una migliore qualità del sonno.
Il rapporto tra uomo e natura è un tassello centrale della prevenzione primaria, o medicina preventiva, e dello studio dell'esposoma, ovvero l’insieme delle esposizioni ambientali che possono incidere sulla nostra salute. Gli ambienti naturali possono agire “da scudo”: migliorano la qualità dell'aria, attutiscono l'inquinamento acustico e stimolano il movimento spontaneo. Il contatto con l’ambiente naturale, inoltre, aiuta a modulare lo stress ossidativo e a limitare la produzione di radicali liberi, frenando il fenomeno dell'inflammaging, termine con cui si intende l'infiammazione cronica di basso grado che tende ad accelerare l'invecchiamento biologico.
Che cos'è la terapia della biofilia?
La cosiddetta “terapia della biofilia” non rappresenta in Italia una terapia medica codificata, come invece accade in altre nazioni, in cui la forest therapy è raccomandata dai sistemi sanitari, ma un insieme di interventi che sfruttano il contatto con la natura per promuovere salute e benessere. Tra gli approcci più diffusi troviamo:
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passeggiate nei boschi (forest bathing);
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ortoterapia;
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giardinaggio terapeutico;
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attività fisica nei parchi;
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percorsi di mindfulness all'aperto.
Ecco alcuni esempi di come l’esposizione ad ambienti naturali può influire positivamente sul corpo e sulla mente:
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Biofilia e riduzione di cortisolo: una meta-analisi pubblicata sull'International Journal of Biometeorology mostra che il forest bathingriduce maggiormente i livelli di cortisolo rispetto alle stesse attività svolte in ambiente urbano.
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La regola dei 120 minuti: uno studio epidemiologico su vasta scala pubblicato su Scientific Reports ha individuato una soglia di almeno 2 ore a settimanadi esposizione a contesti naturali per ottenere un incremento significativo della salute e del benessere psicologico.
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Biofilia e possibili effetti benefici su bambini e adolescenti: una revisione pubblicata nel 2022 ha suggerito che bambini e adolescenti con un accesso regolare agli spazi verdi mostrano migliori capacità attentive, minori problemi comportamentali e una salute mentale più forte, sebbene, come suggeriscono gli autori, le prove siano limitate e sia necessario approfondire con ulteriori studi.
Come vivere la biofilia nel quotidiano
Per essere una persona biofila non è necessario condurre una vita isolata nei boschi o trascorrere l’intera giornata in mezzo alla natura. Anche chi abita in centro città può coltivare la biofilia attraverso piccoli accorgimenti quotidiani. Eccone alcuni:
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Introdurre il verde negli spazi chiusi: la presenza di piante negli ambienti di lavoro, ad esempio, può migliorare la concentrazione.
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Prevedere micro-pause contemplative: nell’arco della giornata, dedicare ogni tanto dei momenti in cui osserviamo l’ambiente naturale, come il cielo e le chiome degli alberi, o ascoltiamo i suoni naturali, può aiutare a rigenerare l'attenzione mentale e ridurre l'affaticamento cognitivo.
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Scegliere percorsi verdi: se possibile, prediligere tragitti alberati o parchi per gli spostamenti a piedi o in bicicletta può essere utile perché riduce la percezione dello stress e migliora l'umore.
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Praticare attività outdoor: fare movimento o meditazione all'aperto può amplificare i benefici dell'esercizio fisico.
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Introdurre il Biophilic Design (progettazione biolifica) degli interni, approccio che integra la natura negli edifici e negli spazi costruiti.
Spazi che favoriscono il benessere: il legame tra biofilia e architettura
Uno degli ambiti in cui la biofilia sta trovando maggiore applicazione è l'architettura. L'architettura biofilica, infatti, è una disciplina progettuale che integra elementi naturali all’interno degli edifici per migliorare la salute delle persone. Ma in cosa consiste esattamente e cosa prevede? I pilastri della progettazione biofilica negli ambienti di lavoro e di cura comprendono, ad esempio:
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grandi finestre e luce naturale modulata per assecondare i ritmi biologici;
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pareti verdi vegetate per favorire la concentrazione e il comfort visivo;
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l’uso di materiali naturali (come legno non trattato, pietra, cotto);
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presenza dell'acqua per la stimolazione uditiva e visiva;
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ventilazione naturale;
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visuali aperte sul paesaggio per facilitare la soft attention.
La città biofilica
Parallelamente al design degli interni, la pianificazione urbana si sta orientando verso il modello della “città biofilica”. Ma cosa si intende esattamente con questo termine? Una città biofilica è un’area urbana progettata per integrare la natura nella vita quotidiana dei cittadini, favorendo un rapporto diretto e continuo con gli elementi naturali. Il suo obiettivo è superare la separazione tra ambiente urbano e ambiente naturale attraverso l’inserimento del verde nell’architettura, una maggiore accessibilità agli spazi verdi e la promozione di esperienze che permettano alle persone di riconnettersi con la natura.
Strettamente collegata al concetto della “città dei 15 minuti”, che punta a rendere i servizi essenziali facilmente raggiungibili e a promuovere la mobilità dolce, la città biofilica condivide lo stesso obiettivo: creare ambienti urbani più vivibili e capaci di favorire il benessere delle persone. Se la città dei 15 minuti riduce le distanze tra cittadini e servizi, favorendo gli spostamenti a piedi e in bicicletta, la città biofilica arricchisce questi percorsi con la presenza della natura attraverso corridoi verdi, tetti vegetali, piste ciclabili, aree pedonali e una rete capillare di parchi urbani.
La riduzione dell’inquinamento luminoso nelle ore serali permette una migliore igiene del sonno, aiutando a prevenire le alterazioni dei ritmi di riposo. La presenza di alberi e vegetazione, inoltre, contribuisce a ridurre le temperature urbane, contrastando il fenomeno delle isole di calore, e riduce l’inquinamento acustico, creando ambienti più silenziosi e rilassanti.
Un futuro più orientato alla natura
La ricerca continua a fare passi avanti cercando di comprendere con maggiore precisione i meccanismi biologici attraverso cui il contatto con la natura influenzi il cervello, il sistema immunitario e la risposta allo stress, aprendo la strada a nuove strategie di prevenzione e promozione della salute. D’altra parte, l’uomo non è separato dalla natura: è natura. E la salute è anche il risultato di un equilibrio dinamico tra il nostro organismo e l'ambiente in cui viviamo. In fondo, avevano ragione le nostre nonne, quelle dal pollice verde, quando da bambini ci insegnavano a prenderci cura del giardino e a respirare a pieni polmoni, immersi nel verde.
Scritto da
Angela Osti
Redazione ViviReale
Riferimenti bibliografici
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