Andrea Porta

In questo articolo
- Che cos'è il collagene e perché è così importante per il nostro corpo
- Cosa riduce la produzione di collagene
- Come favorire la sintesi del collagene
- Il ruolo dell’alimentazione
- Gli integratori di collagene sono utili?
- I benefici per l’organismo: cosa dicono gli studi
- Collagene e stili di vita
Il collagene è la proteina più abbondante dell'organismo umano: ne rappresenta circa il 30 per cento del totale. È la componente primaria del tessuto connettivo, cioè quello che svolge funzioni di sostegno, protezione e collegamento tra gli altri tessuti del corpo. Si trova in particolare nella pelle, nei tendini, nei legamenti, nelle cartilagini, nelle ossa, nei vasi sanguigni e perfino nella parete intestinale. A tutte queste strutture garantisce resistenza, elasticità e integrità.
Con il passare degli anni, però, la capacità del corpo di produrre collagene diminuisce fisiologicamente. Questo processo contribuisce a una serie di cambiamenti tipici dell’invecchiamento: comparsa delle rughe, perdita di elasticità della cute e progressivo indebolimento di articolazioni, tendini e ossa.
È quindi chiaro perché l’interesse per questa sostanza, proposta come integratore alimentare, è sempre maggiore in un contesto di medicina della longevità.
Che cos'è il collagene e perché è così importante per il nostro corpo
Da un punto di vista biochimico, il collagene è una proteina fibrosa sintetizzata continuamente dal corpo e costituita da aminoacidi tra i quali la glicina, la prolina e l’idrossiprolina, quest'ultima prodotta grazie all'azione della vitamina C. A oggi sono stati identificati almeno 28 tipi di collagene, anche se i più abbondanti e clinicamente rilevanti sono tre:
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collagene di tipo I: è il più abbondante e costituisce pelle, tendini, ossa e legamenti;
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collagene di tipo II: è il maggiore componente della cartilagine articolare;
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collagene di tipo III: contribuisce alla struttura dell’epidermide, dei vasi sanguigni e di numerosi organi interni.
Cosa riduce la produzione di collagene
A partire dai 25-30 anni la produzione di collagene inizia lentamente a ridursi di anno in anno. Questo fenomeno è accelerato da diversi fattori, che possono favorire la degradazione del collagene attraverso processi infiammatori:
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esposizione cronica ai raggi ultravioletti: è il fattore principale, responsabile del cosiddetto fotoinvecchiamento cutaneo;
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fumo di sigaretta;
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eccessivo consumo di alcol;
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dieta povera di nutrienti e ricca di zuccheri semplici, come quelli contenuti negli alimenti industriali;
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diabete;
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stress ossidativo, condizione di squilibrio tra la produzione di radicali liberi e le difese antiossidanti dell'organismo;
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inquinamento atmosferico;
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nelle donne, calo degli estrogeni dopo la menopausa
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sedentarietà.
Non esiste un esame del sangue in grado di misurare il collagene presente nel corpo, tuttavia una sua riduzione può essere intuita dalla perdita di elasticità della pelle e da una maggiore fragilità cutanea, oltre che da tempi maggiori di guarigione delle ferite. Anche la minore funzionalità di tendini, cartilagini e articolazioni può essere legata ad alterazioni del metabolismo del collagene.
Come favorire la sintesi del collagene
Esiste un modo per reintegrare il collagene che si perde con l’età? Sì, ma la strategia più efficace non consiste nel cercare di sostituire quello perso con altro collagene, ma nel creare le condizioni perché l'organismo continui a produrlo in modo efficiente. In che modo? Intanto con alcune abitudini quotidiane: evitare il fumo, limitare il consumo di alcol, mantenere un peso corporeo adeguato, praticare regolarmente attività fisica e proteggere il derma dai raggi UV con filtri solari.
Il ruolo dell’alimentazione
Inoltre è fondamentale curare l’alimentazione. Una dieta equilibrata, ricca di proteine di qualità da carne, pesce, uova, latticini e legumi, rappresenta il primo passo: queste infatti forniscono gli aminoacidi necessari alla sintesi del collagene, mentre frutta e verdura garantiscono vitamina C e altri antiossidanti che proteggono le fibre di collagene dai danni ossidativi.
Molti suppongono che mangiare alimenti naturalmente ricchi di collagene, come brodi ottenuti da ossa o tendini di animali, possa essere utile. In realtà, non è esattamente così: se è vero che questi cibi apportano collagene, va tenuto in considerazione che questo, una volta ingerito, viene scomposto nei suoi costituenti e dunque non può andare a sostituire quello che il nostro corpo non produce più.
Questo però non significa che introdurre collagene sia del tutto inutile. Alcuni dei suoi componenti che assumiamo con l’alimentazione, come ad esempio la glicina, una volta entrati nel circolo sanguigno sembrerebbero agire come “segnalatori” che stimolano i fibroblasti (cioè specifiche cellule del tessuto connettivo) a produrre nuovo collagene, elastina e altri elementi utili al benessere di pelle, articolazioni e ossa.
Gli integratori di collagene sono utili?
È partendo da questo principio che negli ultimi anni gli integratorialimentari contenenti collagene sono diventati tra i prodotti più popolari per il benessere del tessuto cutaneo e dell'apparato muscolo-scheletrico. La maggior parte contiene collagene idrolizzato, cioè una forma sottoposta a un processo di idrolisi che lo scompone in piccoli peptidi, più facilmente assorbibili dall'intestino.
Il marketing oggi enfatizza molto anche un altro aspetto, ovvero la provenienza del collagene impiegato per realizzare gli integratori. Esistono infatti integratori di collagene bovino, marino, suino e da pollo, ognuno con caratteristiche diverse:
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il collagene bovino è il più utilizzato e contiene prevalentemente collagene di tipo I (circa 90 per cento) e una quota minore di tipo III. Dal momento che queste sono le forme più presenti in tendini, legamenti, pelle e ossa, il collagene bovino è principalmente commercializzato per rallentare l'invecchiamento cutaneo e per la salute di ossa e articolazioni;
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il collagene marino (proveniente da pelle, lische e squame di pesci) è costituito soprattutto da collagene di tipo I. Chi produce questo tipo di integratore ne sottolinea il miglior assorbimento, anche se ciò non è dimostrato (e non è nemmeno dimostrato che ciò possa comportare benefici maggiori). Il collagene marino sembra avere effetti migliori su cute, capelli e unghie;
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il collagene di suino è invece molto simile a quello umano e contiene soprattutto collagene di tipo I e III, come il bovino. Non ci sono studi che dimostrino che sia più efficace di quest'ultimo;
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il collagene di pollo è ricco di collagene di tipo II, componente primario della cartilagine articolare. Per questo è suggerito come supporto nel trattamento dell'artrosi e per la salute articolare, in particolare degli sportivi.
Le diverse provenienze non hanno quindi un grande impatto sull’efficacia: a oggi infatti non esiste una metanalisi che dimostri la superiorità di una fonte rispetto alle altre.
In ogni caso le evidenze disponibili indicano che l'integrazione non è indicata a chiunque indiscriminatamente, ma che possa risultare più promettente in:
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persone anziane;
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sportivi sottoposti a elevato carico articolare;
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soggetti con un apporto proteico insufficiente.
I benefici per l’organismo: cosa dicono gli studi
Gli studi pubblicati negli ultimi anni mostrano risultati nel complesso incoraggianti circa i benefici dell’integrazione di collagene idrolizzato, ma da interpretare con equilibrio: molte metanalisi, ad esempio, hanno coinvolto piccoli gruppi di partecipanti e non sono sempre indipendenti. Ecco ad ogni modo i possibili benefici:
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Pelle. Diversi studi, come ad esempio uno pubblicato da Nutrients nel 2023, mostrano che l'assunzione quotidiana di collagene idrolizzato è stata associata a un modesto miglioramento dell'idratazione, dell'elasticità e, in alcuni studi, a una lieve riduzione della profondità delle rughe;
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Articolazioni e tendini. Alcune analisi suggeriscono una possibile riduzione del dolore articolare associato all'attività fisica e un miglioramento della funzionalità delle giunture, soprattutto negli sportivi e nelle persone con iniziali segni di artrosi;
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Ossa. Alcuni studi per ora limitati indicano che il collagene, associato a calcio, vitamina D e attività fisica, potrebbe contribuire al mantenimento della densità minerale ossea nelle donne in post-menopausa, naturalmente più soggette a osteoporosi: lo evidenzia ad esempio un’altra ricerca uscita su Nutrient nel 2018;
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Muscoli. I risultati disponibili suggeriscono un possibile beneficio nel mantenimento della massa muscolare durante l'invecchiamento, soprattutto quando il collagene viene associato a un programma di esercizio contro resistenza come chiarito da uno studio tedesco condotto su uomini anziani con sarcopenia (cioè con riduzione della massa muscolare).
Molto più deboli sono invece le prove relative a un presunto effetto sul metabolismo, sul dimagrimento, sulla salute cardiovascolare o intestinale.
Collagene e stili di vita
Se gli integratori a base di collagene possono essere utili, non sono dunque una soluzione miracolosa che da sola ci può garantire un rallentamento dell’invecchiamento e maggiori chance di longevità. Per questo motivo il collagene dovrebbe essere considerato solo come un possibile supporto, sempre nel contesto di uno stile di vita sano, e non un sostituto delle strategie di prevenzione e delle terapie con efficacia consolidata.
Scritto da
Andrea Porta
Redazione ViviReale
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