Sanità a distanza: come la telemedicina sta cambiando il nostro modo di curarci

La telemedicina permette di ricevere cure, monitoraggi e consulti restando comodamente a casa. Facciamo un punto su questo servizio in Italia.

Angela Osti

9 minuti
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Argomenti trattati
In questo articolo
  • Cos’è la telemedicina e qual è il suo significato
  • La telemedicina in Italia
    • Cosa prevedono le Linee guida per i servizi di telemedicina
    • L’Italia e la spinta del PNRR
  • Differenza tra telemedicina e telesalute
    • A chi si rivolge la telemedicina e chi può accedervi
  • Che servizi include la telemedicina?
    • Televisita
    • Telemonitoraggio
    • Telecontrollo
    • Teleconsulto
    • Teleassistenza
  • Come si svolge una televisita
  • Le tecnologie a supporto della telemedicina
  • I principali vantaggi legati alla telemedicina
  • Dal diabete alla riabilitazione: alcuni esempi concreti di applicazione
    • Come diventare pazienti digitali?
  • La telemedicina del futuro

Fino a qualche anno fa, andare dal medico per una visita o un consulto significava uscire di casa e presentarsi fisicamente nello studio dello specialista. Bisognava prendere un appuntamento, mettersi in viaggio e attendere in sala d’aspetto. Oggi le abitudini e le possibilità stanno cambiando: per effettuare una visita medica può bastare uno smartphone o un computer. È questa la rivoluzione silenziosa introdotta dalla telemedicina, che prevede la possibilità di ricevere cure, consulti e monitoraggi restando comodamente a casa.

Un cambiamento accelerato dalla pandemia, ma ormai strutturale, che sta riscrivendo il rapporto tra cittadini e sistema sanitario. Una trasformazione resa ancora più urgente dall’allungamento dell’aspettativa di vita e dall’aumento delle patologie croniche legate all’età. In un Paese come l’Italia – tra i più longevi al mondo – la possibilità di seguire i pazienti nel tempo, senza costringerli a continui spostamenti, rappresenta una leva strategica per garantire assistenza continuativa e sostenibile. Parliamo quindi di un nuovo modo di intendere l’assistenza sanitaria, che facilita l’interazione tra paziente e dottore, diventando un fondamentale supporto per il sistema sanitario nazionale e per una longevità in salute.

Nel grande ecosistema in evoluzione della digital health, la telemedicina ne rappresenta l’applicazione più visibile, perché permette di erogare servizi sanitari da remoto. Vediamo meglio di cosa si tratta, come funziona, quali servizi comprende e come accedervi.

Cos’è la telemedicina e qual è il suo significato

Quando si parla di “telemedicina” si fa riferimento all’erogazione di prestazioni sanitarie a distanza, grazie a strumenti digitali come videochiamate, piattaforme cliniche, app e dispositivi di monitoraggio. Al contempo, ridurla a semplice “visita online” sarebbe limitante perché la telemedicina comprende un insieme articolato di servizi, come televisite, teleconsulto tra specialisti, telemonitoraggio dei parametri vitali, teleassistenza e, persino, teleriabilitazione.

Nata come sperimentazione tecnologica intorno agli anni ’70, la telemedicina è diventata parte dei sistemi sanitari solo tra la fine degli anni ’90 e i primi 2000, per poi conoscere una vera accelerazione globale con la pandemia di Covid-19.

La telemedicina in Italia

Il Ministero della Salute, nelle Linee guida nazionali pubblicate il 2 novembre 2022, chiarisce che la telemedicina è una vera e propria modalità di erogazione dell’assistenza sanitaria e prevede la trasmissione sicura di dati medici – testi, immagini, suoni – a fini di prevenzione, diagnosi, trattamento e controllo dei pazienti. A tutti gli effetti, è dunque assimilabile a qualsiasi servizio diagnostico o terapeutico. Sia chiaro, non sostituisce la visita tradizionale, ma la integra, rispettando gli stessi diritti e doveri di ogni prestazione sanitaria.

Fino all’autunno del 2022, in Italia la telemedicina si è mossa soprattutto lungo binari orientativi: prima con le Linee di indirizzo del 2014, poi con le Indicazioni nazionali del dicembre 2020, documenti che fissavano standard raccomandati privi, però, di carattere vincolante. Con il Decreto Ministeriale del 21 settembre 2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 novembre 2022, è invece arrivata una svolta strutturale. Il provvedimento – rivolto direttamente a Regioni e Province autonome – ha infatti trasformato quelle linee guida in requisiti tecnici e organizzativi obbligatori, chiamando gli enti territoriali a progettare servizi uniformi e interoperabili.

L’obiettivo che si pone il Ministero della Salute è costruire un’offerta di telemedicina realmente diffusa e omogenea su tutto il territorio nazionale, in coerenza con la Missione 6 del PNRR, nata dall'esigenza di colmare il divario tra le disparità territoriali e di offrire maggiore integrazione tra i servizi sanitari nei diversi ambiti assistenziali.

Cosa prevedono le Linee guida per i servizi di telemedicina

Con questo decreto diventa quindi definitivo l’ingresso della telemedicina nell’architettura ordinaria del Servizio sanitario nazionale. Ma cosa prevedono le Linee guida? Ecco alcuni dei punti:

sanciscono che le prestazioni a distanza debbano affiancare, e non sostituire, l’attività clinica in presenza;

introducono criteri di eleggibilità più articolati per i pazienti, che includono aspetti tecnologici e sociali, oltre a quelli clinici;

chiariscono quando i software debbano essere certificati come dispositivi medici.

Le Linee guida, inoltre, entrano nel dettaglio operativo e assegnano alle Regioni obblighi ben precisi, individuando i servizi minimi che ogni infrastruttura regionale deve garantire, ovvero:

televisita;

teleconsulto o teleconsulenza;

telemonitoraggio;

teleassistenza.

Per ciascuna di queste prestazioni, l’accesso del paziente viene valutato secondo criteri precisi: la condizione clinica, le tecnologie che ha a disposizione, il livello di alfabetizzazione digitale e il grado di autonomia della persona o, in alternativa, la presenza di un caregiver. Si tratta quindi di un approccio che mette al centro la persona e il suo contesto.

L’Italia e la spinta del PNRR

In Italia l’innovazione digitale della sanità ha trovato un forte impulso con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Oltre alle Linee guida nazionali sulla telemedicina, che fissano standard per prestazioni e sicurezza, il PNRR ha investito 1,5 miliardi di euro per potenziare la telemedicina e le infrastrutture digitali del sistema sanitario nazionale. Nel febbraio 2025 è stata presentata la Piattaforma Nazionale di Telemedicina (PNT), con l’obiettivo di assistere almeno 300.000 pazienti entro la fine dello stesso anno. Per il 2026, si punta a estendere i servizi a oltre 800.000 persone over 65 trattate in assistenza domiciliare.

Questo sforzo, coordinato dall’Agenas per conto del Ministero della Salute, punta a rendere omogenee le pratiche di telemedicina su tutto il territorio nazionale.

Differenza tra telemedicina e telesalute

Spesso si fa confusione tra i termini “telemedicina” e “telesalute” (o telehealth), ma la distinzione, pur sottile, è importante:

La telemedicina rappresenta il cuore clinico della sanità digitale. Comprende tutti gli atti sanitari veri e propri erogati a distanza, dalla televisita alla diagnosi, fino alla definizione e al monitoraggio delle terapie. È l’area in cui il digitale entra direttamente nella relazione medico-paziente e produce effetti clinici misurabili.

La telesalute, invece, è un contenitore più ampio. Secondo l’approccio promosso anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, include prestazioni cliniche, attività di prevenzione, educazione sanitaria, supporto all’autogestione della malattia, formazione degli operatori e, persino, processi amministrativi come prenotazioni, triage digitale e gestione dei percorsi assistenziali. In altre parole, se la telemedicina cura, la telesalute costruisce l’ecosistema che rende possibile quella determinata cura.

La telemedicina è quindi una componente fondamentale della telesalute.

A chi si rivolge la telemedicina e chi può accedervi

In linea teorica, tutti possono effettuare visite in telemedicina accedendo con lo Spid nella Piattaforma Nazionale di Telemedicina, attiva, come abbiamo visto, da febbraio 2025. Nella pratica, queste prestazioni sono particolarmente indicate per pazienti cronici, persone con difficoltà di movimento, chi vive in aree interne o poco servite e chi necessita di controlli frequenti.

Al medico spetta sempre l’ultima parola: dopo un primo consulto a distanza, può essere richiesto al paziente di presentarsi di persona perché non tutto può essere gestito da remoto.

Che servizi include la telemedicina?

La telemedicina si articola in cinque servizi principali, ciascuno pensato per rispondere a bisogni specifici dei pazienti e del sistema sanitario: televisita, telemonitoraggio, telecontrollo, teleconsulto e teleassistenza. Vediamo meglio in cosa consistono.

Televisita

Il servizio oggi più utilizzato è la televisita. In cosa consiste? Durante la prestazione, il professionista sanitario raccoglie l’anamnesi, valuta i sintomi, osserva il paziente in videochiamata in tempo reale, consulta la documentazione clinica disponibile e può formulare indicazioni terapeutiche o prescrizioni. Tutto avviene all’interno di piattaforme protette, con identificazione del paziente, consenso informato e tracciabilità dell’intervento. La televisita è particolarmente indicata, di solito, per controlli, follow-up post operatori, consulti specialistici e gestione delle patologie croniche, permettendo di ridurre spostamenti, tempi di attesa e ospedalizzazione non necessaria, soprattutto per chi vive in aree remote o ha difficoltà di mobilità.

Telemonitoraggio

Il secondo tipo di servizio più utilizzato è il telemonitoraggio: in questo caso, il paziente utilizza a domicilio dispositivi connessi – come misuratori di pressione, glucometri, saturimetri o bilance intelligenti – che rilevano parametri vitali e clinici e li trasmettono automaticamente ai sistemi centrali. I dati confluiscono su pannelli di controllo clinici dove vengono analizzati dal personale sanitario, spesso supportato da algoritmi di alert precoce: se un valore esce dai range stabiliti e genera un’anomalia, scatta quindi una segnalazione, così che il team sanitario intervenga tempestivamente. Si tratta di un modello che consente la sorveglianza continua dei pazienti fragili o cronici, riducendo ricoveri evitabili e favorendo una presa in carico più proattiva.

Telecontrollo

Il telecontrollo è un servizio sanitario pensato per il monitoraggio regolare e programmato delle condizioni cliniche del paziente. Il suo scopo principale è garantire un supporto medico-assistenziale personalizzato, costruito in coerenza con il piano di cura. Offre un’assistenza continuativa e pianificabile, con un livello di responsabilità clinica paragonabile a quello delle prestazioni ambulatoriali programmate in presenza, risultando particolarmente adatto all’integrazione nei servizi sanitari territoriali. A differenza del telemonitoraggio, non richiede interventi immediati né prevede sistemi automatici di allerta.

Teleconsulto

Il teleconsulto consiste in un confronto tra due o più professionisti sanitari che condividono valutazioni diagnostiche, terapeutiche o gestionali relative a un paziente. Si basa sulla condivisione sicura e strutturata di dati clinici e può svolgersi in tempo reale, anche tramite videochiamata, o in modalità asincrona, dove lo scambio di informazioni non avviene in simultanea, ma in base alle esigenze clinico-organizzative dei professionisti interpellati per il consulto.

Nell’ambito dell’emergenza-urgenza, il teleconsulto sincrono si può svolgere in presenza del paziente e può coinvolgere attivamente, oltre ai medici, anche tutti gli altri professionisti sanitari (ad esempio psicologi, nutrizionisti, infermieri, terapisti della riabilitazione) all’interno di percorsi condivisi in un’ottica di collaborazione interprofessionale.

Teleassistenza

La teleassistenza è un servizio sanitario rivolto a persone fragili, ad esempio chi soffre di patologie croniche o si trova in fase post-acuta, così come ai loro familiari o caregiver. Può essere erogata a domicilio o in strutture assimilabili, come case-famiglia, comunità residenziali, centri diurni, strutture protette. Le prestazioni vengono progettate sulle esigenze individuali, integrandosi con altri interventi medici o socio-sanitari, sia a distanza sia in presenza, e fanno parte del piano di cura personalizzato. Il professionista sanitario valuta l’efficacia dell’intervento e, se necessario, pianifica eventuali approfondimenti o visite in presenza.

Come si svolge una televisita

Come funziona una visita a distanza? Generalmente, i passaggi sono i seguenti:

  1. si prenota la prestazione tramite portale o app, si riceve un link e, all’orario stabilito, ci si collega con il medico;

  2. durante la televisita è possibile discutere i sintomi, consultare referti, definire un piano terapeutico;

  3. al termine, possono essere fornite prescrizioni e indicazioni di follow-up.

Tutto avviene all’interno di piattaforme sicure, integrate con i sistemi sanitari regionali, permettendo al paziente di vivere quest'esperienza in modo comodo e accessibile.

Le tecnologie a supporto della telemedicina

La telemedicina è parte di un ecosistema complesso che mette insieme infrastrutture digitali, dispositivi medici e processi clinici ben definiti. Dietro questa apparente semplicità operativa ci sono piattaforme di videocomunicazione certificate per uso sanitario, app dedicate ai pazienti, cloud clinici per la gestione sicura dei dati, sensori medicali connessi e l’integrazione con il Fascicolo Sanitario Elettronico che consente a medici e operatori di accedere in modo centralizzato alla storia clinica del paziente, i referti, le prescrizioni e i piani di cura. È indispensabile costruire una rete di professionisti adeguatamente formati, definire flussi operativi strutturati, garantire l’interoperabilità tra i sistemi e adottare una governance dei dati rigorosa.

telemedicina in italia e donna che si sottopone a televisita 

I principali vantaggi legati alla telemedicina

Grazie alla telemedicina, si registrano una maggiore accessibilità, meno spostamenti per visite di controllo, un’evidente riduzione dei tempi d’attesa, una migliore gestione delle cronicità e un alleggerimento delle strutture ospedaliere. Dove la digitalizzazione è più avanzata, la telecardiologia e i monitoraggi per patologie respiratorie e metaboliche stanno registrando tassi di crescita significativi, che coinvolgono anche le farmacie come punti di accesso diffusi sul territorio.

Accanto ai benefici misurabili, c’è inoltre la capacità della telemedicina di mantenere viva la relazione medico-paziente nel tempo, non solo nella fase acuta della malattia. Questo approccio facilita la continuità assistenziale e la prevenzione, due pilastri della sanità moderna.

Dal diabete alla riabilitazione: alcuni esempi concreti di applicazione

La possibilità di ricevere controlli e supporto a distanza grazie alla telemedicina sta semplificando la vita di molti pazienti. Per i pazienti che devono monitorare la propria salute quotidianamente, questo si traduce in un enorme risparmio di tempo e in una maggiore continuità di cura:

  • Diabete: grazie al telemonitoraggio, i valori glicemici dei pazienti possono essere trasmessi automaticamente al medico curante, consentendo aggiustamenti rapidi della terapia e un controllo costante della malattia senza la necessità di visite frequenti in ambulatorio. Questo approccio riduce il rischio di complicanze e migliora l’aderenza al trattamento.

  • Cardiologia: per i pazienti con patologie cardiache, la telemedicina permette di effettuare controlli a distanza, monitorando parametri come pressione, ritmo cardiaco e saturazione. Eventuali anomalie possono essere identificate tempestivamente, migliorando la sicurezza e la gestione della condizione senza spostamenti continui verso gli ospedali.

  • Patologie respiratorie: chi soffre di disturbi cronici dell’apparato respiratorio può beneficiare di telemonitoraggio regolare dei parametri vitali, come saturazione e frequenza respiratoria, riducendo i ricoveri e permettendo interventi mirati prima che insorgano complicazioni acute.

  • Riabilitazione post-operatoria: i percorsi di teleriabilitazione consentono ai pazienti di seguire esercizi guidati e programmi di recupero direttamente da casa, mantenendo il contatto costante con il fisioterapista. Questo approccio assicura continuità terapeutica e supporto personalizzato, riducendo tempi e costi legati agli spostamenti.

Sempre più farmacie, inoltre, offrono servizi di telemedicina con misurazioni, screening e collegamenti diretti con specialisti. Un presidio di prossimità che oggi, grazie alla tecnologia, diventa digitale, più accessibile ed efficiente. In molti casi, il paziente viene seguito giorno per giorno tramite dispositivi wearable – come saturimetri e misuratori di pressione – o bilance intelligenti, che consentono di produrre dati che arrivano in tempo reale al medico. Una vera rivoluzione che sta trasformando profondamente il modo in cui ci prendiamo cura della nostra salute.

Come diventare pazienti digitali?

C’è però un nodo cruciale: una quota significativa della popolazione non possiede ancora le competenze necessarie per utilizzare in modo efficace questi strumenti. Per colmare questo divario è stato elaborato un vero e proprio vademecum pensato per accompagnare i cittadini nel percorso verso il “paziente digitale consapevole”. A proporlo è Riccardo Starace, esperto di telemedicina e digital health del Gruppo di lavoro del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, che, in accordo con il Ministero della Salute, sta contribuendo alla definizione delle Linee guida sulle nuove professioni sanitarie nei sistemi digitalizzati e sull’uso dell’intelligenza artificiale in ambito healthcare.

Ecco quindi i 7 principi cardine del vademecum del paziente digitale:

  1. Orientarsi tra le opportunità già presenti sul territorio: conoscere l’offerta locale e confrontarsi con il medico di famiglia rappresenta il punto di partenza per utilizzare in modo consapevole i servizi disponibili.

  2. Dotarsi di una minima infrastruttura domestica, come una connessione affidabile, una videocamera funzionante e uno spazio tranquillo.

  3. Arrivare alla televisita con referti aggiornati: una lista precisa delle terapie in corso e una descrizione chiara dei sintomi consente di rendere il consulto più mirato.

  4. Utilizzare esclusivamente piattaforme sanitarie certificate: strumenti improvvisati o link non ufficiali espongono a rischi evitabili.

  5. Comunicare in modo efficace: annotare in anticipo le domande, spiegare con precisione i disturbi e indicare la loro evoluzione nel tempo aiuta il medico a formulare valutazioni più accurate.

  6. Riconoscere quando ricorrere alla visita in presenza, poiché alcune situazioni richiedono necessariamente questa modalità: comprendere quando è il caso di recarsi in ambulatorio o in ospedale evita rischi o ritardi.

  7. Per chi convive con patologie croniche o condizioni da tenere sotto controllo, il monitoraggio domiciliare dei parametri principali (come pressione, glicemia, saturazione, peso o frequenza cardiaca) diventa uno strumento prezioso: offre ai clinici un quadro più completo e favorisce decisioni terapeutiche tempestive.

La telemedicina del futuro

Le proiezioni basate sulla Missione 6 del PNRR e sulle linee guida Agenas delineano un futuro in cui la “casa come primo luogo di cura” diventerà realtà per oltre 842.000 over 65 entro giugno 2026, come indica il Ministero della Salute, grazie a un incremento di fondi che ha portato l'investimento complessivo per l'assistenza domiciliare e la telemedicina a 4,7 miliardi di euro.

L'integrazione della Piattaforma Nazionale di Telemedicina con il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE 2.0), prevista per la piena operatività entro metà 2026, segnerà il passaggio da una sperimentazione frammentata a un ecosistema digitale unitario. Oltre il 2026, l'orientamento del Ministero della Salute punta a trasformare questi strumenti in Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) digitali, dove l'intelligenza artificiale e il telemonitoraggio serviranno a gestire la cronicità e a prevedere l'insorgenza delle patologie. Questi interventi richiedono competenze specialistiche e una capacità di programmazione accurata, fondamentali per garantire un’efficace trasformazione del sistema sanitario.

La telemedicina, dunque, rappresenta l’evoluzione della medicina nell’era digitale, con il potenziale di migliorare la qualità delle cure e rendere l’assistenza più tempestiva e personalizzata.


Angela Osti

Scritto da

Angela Osti

Redazione ViviReale

Riferimenti bibliografici
  • Ministero della Salute, Telemedicin@, Telemedicina e PNRR

  • Ministero della Salute, PNRR-Salute, Casa come primo luogo di cura e telemedicina

  • Ministero della Salute, PNRR-Salute, Piano nazionale di ripresa e resilienza. Cos'è la Missione Salute

  • Ansa, Cresce la telemedicina contro disagi e attese, 900mila prestazioni nel '24 in Italia con una crescita del 172%

  • Agenas, Glossario nazionale di telemedicina

  • Agenas, Pattaforma Nazionale di Telemedicina: avvio popolazione dati con Regioni pilota

  • Agenas, Telemedicina

  • Agenas, Linee di indirizzo percorso evolutivo Sistemi Medicali per Telemonitoraggio,

  • Gazzetta Ufficiale, Approvazione delle linee guida per i servizi di telemedicina

  • Sanità informazione, Arriva il vademecum per diventare pazienti digitali

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