Prevenzione uomo: i controlli da fare per la salute maschile

La salute maschile non riguarda solo la prostata. Ecco i principali esami che un uomo dovrebbe svolgere per preservare la propria salute in base all’età.

Mara D'Angeli

9 minuti
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Argomenti trattati
In questo articolo
  • Quali sono gli esami indicati per la prevenzione maschile
  • Esami di prevenzione dei tumori nell’uomo
  • Gli esami di prevenzione per la salute della prostata
  • Gli esami ormonali nella prevenzione maschile
    • Il monitoraggio del testosterone
  • Prevenire l’HPV (Papilloma Virus Umano)
  • Quali esami dovrebbe fare un uomo in base all’età?
    • Sotto i 40 anni
    • Tra i 40 e i 50 anni
    • Dopo i 50 anni
  • Novembre: il mese dedicato alla prevenzione nell’uomo
  • Prevenire è sempre meglio che curare

Prendersi cura della salute maschile significa pianificare oggi la qualità della vita di domani attraverso un percorso di controlli mirati, che spaziano da screening oncologici (come quelli per il tumore del colon-retto e della prostata) fino al monitoraggio dei parametri cardiometabolici, renali ed endocrini.

Promuovere una maggiore partecipazione degli uomini ai controlli periodici rappresenta una sfida importante per i professionisti della salute. Spesso, infatti, si tende ancora ad attribuire la longevità principalmente alla genetica, quando le evidenze scientifiche dimostrano che lo stile di vita e la diagnosi precoce sono i pilastri per aumentare gli anni vissuti in buona salute.

Vediamo quindi quali esami e visite sono raccomandati per la prevenzione secondaria maschile.

Quali sono gli esami indicati per la prevenzione maschile

Quando si parla di prevenzione maschile si pensa spesso, principalmente, alla salute della prostata. In realtà, esistono altri controlli che può essere opportuno svolgere. Ecco alcuni esempi di esami che, a seconda del caso, possono rientrare nella prevenzione maschile:

  • esami del sangue;

  • monitoraggio della pressione arteriosa;

  • esami di prevenzione dei tumori (come screening del tumore del colon-retto, visita dermatologica, controlli legati alla prevenzione del tumore alla prostata, eventuali esami specialistici);

  • controlli legati alla salute della prostata in generale;

  • esami ormonali;

  • vaccinazione contro l’HPV.

Il percorso di prevenzione da seguire varia da persona a persona; per questo, il primo punto di riferimento rimane sempre il medico di base: sarà quest’ultimo a definire, a seconda del caso specifico, il percorso di prevenzione più adatto in relazione all’età, alla storia clinica (fattori di rischio, familiarità, presenza di sintomi) e agli obiettivi di salute del singolo.

Esami di prevenzione dei tumori nell’uomo

Partiamo dai controlli oncologici generalmente indicati per la prevenzione maschile, posto che l’utilità di alcuni di essi può variare in base all’età e al profilo di rischio individuale:

  • Prevenzione del tumore del colon-retto, con ricerca del sangue occulto nelle feci, per il quale il Servizio Sanitario Nazionale prevede un programma di screening. Come si legge sul sito del Ministero della Salute, il test di screening viene eseguito ogni 2 anni nelle persone tra i 50 e i 69 anni di età o, a seconda della Regione, fino ai 74 anni. AIRC specifica che, in caso di familiarità con questo tipo di tumore, è consigliabile effettuare regolarmente una colonscopia; in particolare, i figli di persone che hanno avuto questa patologia dovrebbero iniziare a controllarsi quando raggiungono un’età pari a 10 anni in meno rispetto a quella del genitore nel momento della diagnosi.

  • Visita dermatologica in caso di nei sospetti, cambiamenti cutanei o familiarità per melanoma.

  • Prevenzione per il tumore alla prostata: in genere non si basa su un unico esame, ma su un insieme di controlli, tra cui visita urologica, esplorazione rettale e dosaggio del PSA, indicati in base all'età, ai sintomi e ai fattori di rischio individuali.

  • Eventuali controlli specialistici in presenza di familiarità per tumori specifici o particolari sintomi, dopo un consulto con il medico di base.

Gli esami di prevenzione per la salute della prostata

La prevenzione dei problemi alla prostata si basa principalmente sul monitoraggio periodico della ghiandola prostatica attraverso:

  • esame della prostata, ovvero un’esplorazione rettale per valutare il volume della ghiandola e la presenza di eventuali noduli;

  • visite urologiche, durante le quali lo specialista raccoglie la storia clinica del paziente, valuta eventuali sintomi collegabili a problematiche urologiche ed esegue, se necessario, l'esame obiettivo della prostata e degli organi genitali;

  • valutazione del PSA (Antigene Prostatico Specifico), una proteina prodotta dalla prostata il cui aumento può indicare un'alterazione della ghiandola. Valori elevati non sono necessariamente indice di un tumore, ma rappresentano un segnale che merita ulteriori approfondimenti.

La prevenzione della prostata non riguarda esclusivamente il tumore. La maggior parte dei disturbi prostatici è infatti legata a condizioni benigne, come l'ipertrofia prostatica benigna (IPB), cioè l'aumento di volume della ghiandola che può comparire con l'avanzare dell'età, oppure la prostatite, un'infiammazione della prostata che può interessare anche uomini più giovani. I controlli periodici consentono quindi di monitorare la salute della ghiandola nel suo complesso e di individuare precocemente eventuali alterazioni, indipendentemente dalla loro natura.

A differenza dello screening del tumore del colon-retto, il Servizio Sanitario Nazionale non prevede un programma di screening organizzato per il tumore della prostata rivolto a tutta la popolazione maschile. Il Ministero della Salute ricorda comunque l'importanza della visita urologica, soprattutto dopo i 50 anni o in presenza di familiarità per tumore della prostata. Negli uomini con familiarità per tumore della prostata o altri fattori di rischio, lo specialista può invece consigliare di iniziare il monitoraggio in età più precoce o di programmare controlli più ravvicinati.

Gli esami ormonali nella prevenzione maschile

Gli esami ormonali sono esami del sangue che hanno lo scopo di valutare lo stato del sistema endocrino nell’uomo. Offrono indicazioni utili sui livelli di ormoni nel corpo, individuando quindi eventuali squilibri. Questi ultimi possono essere causati da varie condizioni, ad esempio:

  • infertilità (problemi nella produzione di spermatozoi);

  • pubertà precoce o ritardata negli adolescenti;

  • possibili tumori testicolari;

  • abbassamento dei livelli di testosterone, che può verificarsi in età avanzata.

A differenza di altri parametri, tuttavia, le linee guida nazionali (SIAMS/SIE) ed europee attualmente non raccomandano lo screening ormonale preventivo a tappeto nei soggetti sani e asintomatici, e non c’è una raccomandazione universale per età o periodicità per questi controlli.

Tuttavia, l'importanza del monitoraggio ormonale mirato è supportata da alcune delle più autorevoli ricerche internazionali degli ultimi decenni. Le linee guida dell'Endocrine Society, coordinate da Shalender Bhasin della Harvard Medical School, e studi clinici di riferimento come il T4DM Trial, pubblicato su The Lancet Diabetes & Endocrinology, hanno evidenziato come le alterazioni dei livelli di testosterone siano associate non solo alla sfera sessuale, ma anche a parametri metabolici, muscolari, ossei e cardiovascolari.

Per questo motivo, pur non rientrando come test di screening di massa previsto dal Servizio Sanitario Nazionale, il dosaggio degli ormoni viene oggi proposto all'interno di percorsi personalizzati di prevenzione.

Il monitoraggio del testosterone

Il testosterone, ad esempio, è considerato un biomarcatore significativo poiché influenza numerosi aspetti della salute sistemica. Con l’avanzare dell'età, i suoi livelli tendono a subire un calo fisiologico, fenomeno spesso definito nel linguaggio comune come "andropausa". Pur non essendo un'interruzione brusca della funzionalità ormonale, come accade nella menopausa femminile, il medico può decidere di monitorarlo laddove compaiano sintomi come stanchezza cronica, perdita di massa muscolare o sbalzi d'umore.

Nelle strategie di prevenzione più moderne, il testosterone può essere considerato nel contesto più ampio dell’invecchiamento biologico, accanto a fenomeni come inflammaging e stress ossidativo, che la ricerca scientifica considera sempre più rilevanti per comprendere lo stato di salute generale e predire la traiettoria di invecchiamento dell'organismo.

Prevenire l’HPV (Papilloma Virus Umano)

L’HPV (Papilloma Virus Umano, un'infezione che si trasmette sessualmente) non è un rischio solo per le donne. Anche gli uomini, infatti, possono contrarlo e trasmetterlo.

Sebbene l'infezione da HPV nell'uomo sia spesso asintomatica e tenda a risolversi spontaneamente, è essenziale mantenere alta l'attenzione sia perché chi è infetto può trasmettere il virus senza esserne consapevole, sia perché il virus può causare lesioni correlate come condilomi e, in alcuni casi, tumori del distretto ano-genitale e orofaringeo.

La vaccinazione rappresenta oggi il principale strumento di prevenzione dell'infezione da HPV e delle sue possibili conseguenze. In Italia, le linee guida istituzionali del Ministero della Salute, inserite nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, raccomandano la somministrazione del vaccino anti-HPV a tutti i maschi tra gli 11 e i 12 anni di età, al fine di garantire la massima immunizzazione prima dell'inizio dell'attività sessuale.

Per indagare invece la presenza eventuale di HPV, a differenza delle donne, per gli uomini non esiste uno screening universale equivalente al Pap test femminile. Tramite esame obiettivo, l’urologo può rilevare la presenza di condilomi, ovvero verruche genitali che possono manifestarsi su pene, glande, prepuzio o regione perianale/ano, compatibili con una possibile infezione da HPV.

giovane uomo che misura la pressione per prevenzione 

Quali esami dovrebbe fare un uomo in base all’età?

Come anticipato, non esiste una risposta univoca e valida per tutti, perché sono tanti i fattori in gioco, tra cui familiarità per determinate patologie e fattori di rischio individuali. Tuttavia, esistono alcuni controlli che tendono a diventare particolarmente importanti in specifiche fasi della vita. Vediamoli insieme.

Sotto i 40 anni

Per gli under 40, in assenza di sintomi o fattori di rischio particolari, in genere possono essere utili questi esami:

  • controllo della pressione arteriosa;

  • eventuali esami del sangue prescritti dal medico;

  • autopalpazione dei testicoli, utile per individuare precocemente possibili anomalie da riferire allo specialista;

  • esame dei nei, un controllo cutaneo indolore e non invasivo in cui il dermatologo esamina i nei con un dermatoscopio, oltre a eventuali lesioni o macchie cutanee.

Tra i 40 e i 50 anni

Dopo i 40 anni, oltre ai controlli precedentemente indicati, possono diventare utili ulteriori esami, in particolare:

  • prelievo per testosterone totale, solo in presenza di chiari sintomi di ipogonadismo (per esempio calo della libido e stanchezza cronica) o fattori di rischio metabolici (ad esempio diabete e obesità), come stabilito dalle linee guida nazionali SIAMS-SIE;

  • controllo della glicemia e profilo lipidico per calcolare il rischio cardiovascolare a lungo termine e identificare precocemente diabete o ipercolesterolemia asintomatici;

  • esami delle feci con ricerca del sangue occulto e colonscopia in caso di familiarità per tumore del colon-retto, altrimenti suggerito dopo i 50 anni.

Dopo i 50 anni

Dopo i 50 anni, la prevenzione dovrebbe includere, in particolare:

  • screening per il tumore al colon-retto, attraverso la ricerca di sangue occulto nelle feci o colonscopia (quest'ultima se la ricerca ha dato esito positivo);

  • controllo di pressione arteriosa, glicemia, profilo lipidico;

  • visita dermatologica con controllo dei nei;

  • valutazione della funzione renale, sopra i 65 anni;

  • dosaggio del PSA per indagare eventuali valori alterati;

  • come nelle fasce d’età precedenti, eventuali altri esami del sangue suggeriti dal medico.

La ricerca del sangue occulto nelle feci/colonscopia e l’analisi del PSA sono consigliati anche dopo i 75 anni. In generale, per le fasce di età più anziane, ricordiamo che un a persona in buona salute (attiva e senza patologie importanti) tenderà a seguire un percorso preventivo diverso rispetto a quello di una persona della stessa età, ma con fragilità o con molte malattie coesistenti. Inoltre, dopo i 75 anni la prevenzione rimane fondamentale, ma va personalizzata. Tra i controlli generalmente raccomandati ci sono il monitoraggio della pressione arteriosa, della funzione renale, il controllo di vista e udito, mentre eventuali altri esami vengono generalmente valutati dal medico in base a seconda delle condizioni di salute e dei fattori di rischio del singolo paziente.

Età Esame / test Obiettivo
< 40 anniAutopalpazione dei testicoliIndividuare precocemente eventuali anomalie da riferire allo specialista
Controllo della pressione arteriosaValutare lo stato di salute generale in base ai fattori di rischio individuali/td>
Esame dei neiIndividuare precocemente eventuali lesioni sospette della pelle
Tra i 40 e i 50 anniTestosterone totale*Valutare eventuali alterazioni ormonali in presenza di sintomi o fattori di rischio
Glicemia e profilo lipidicoValutare il rischio cardiometabolico e individuare precocemente diabete o ipercolesterolemia
Ricerca del sangue occulto nelle feci / colonscopia**Prevenire o diagnosticare precocemente il tumore del colon-retto nei soggetti a rischio
Dopo i 50 anniScreening per il tumore del colon-rettoIndividuare precocemente il tumore del colon-retto
Pressione arteriosa, glicemia e profilo lipidicoMonitorare il rischio cardiovascolare e metabolico
PSA***Valutare eventuali alterazioni della prostata
Mappatura dei neiIndividuare precocemente eventuali lesioni cutanee sospette
Valutazione della funzione renale (dai 65 anni)Monitorare la funzionalità dei ren

* Il dosaggio del testosterone non è raccomandato come screening di routine nei soggetti sani, ma viene prescritto in presenza di sintomi o fattori di rischio.

** Nei soggetti senza familiarità, lo screening del colon-retto è generalmente raccomandato dopo i 50 anni nell'ambito dei programmi del Servizio Sanitario Nazionale.

*** Il PSA non rappresenta uno screening universale: l'opportunità di eseguirlo viene valutata insieme allo specialista in base all'età, alla familiarità e ai fattori di rischio individuali.

Novembre: il mese dedicato alla prevenzione nell’uomo

Anche questo tema ha un mese “di riferimento”. Si tratta di novembre, il mese dedicato alla prevenzione maschile. Conosciuto a livello globale anche come Movember (da moustache, che in francese significa "baffi", e November), durante tutto il mese molte strutture sanitarie sul territorio italiano prevedono programmi di sensibilizzazione specifici per gli uomini. È quindi consigliabile verificare se nella propria città si tengano iniziative di questo genere, magari cercando già dal mese precedente, così da cogliere per tempo l’opportunità di accedere a controlli gratuiti.

Prevenire è sempre meglio che curare

Il futuro della salute maschile sta andando in una direzione diversa rispetto a quella di pochi decenni fa. Oggi, infatti, la ricerca internazionale si concentra maggiormente sulla comprensione dei fattori che influenzano la salute lungo l'intero arco della vita, per far sì che si viva di più, in buona salute. La prevenzione primaria rappresenta il primo grande baluardo a difesa della nostra salute. Grazie a un sano stile di vita possiamo mantenere dentro di noi le condizioni ideali (omeostasi fisiologica) affinché la malattia non si formi e che tutti i nostri sistemi interni mantengano la loro funzionalità per tutta la durata della vita.

Gli studi sulla longevità mostrano che l'invecchiamento e il rischio di sviluppare molte patologie croniche dipendono dall'interazione continua tra diversi fattori biologici, comportamentali e ambientali.

In quest'ottica, sottoporsi periodicamente a controlli ed esami significa anche acquisire informazioni preziose sul proprio stato di salute, individuare precocemente eventuali fattori di rischio per il futuro e costruire le condizioni per vivere più a lungo, ma soprattutto meglio.


Mara D'Angeli

Scritto da

Mara D'Angeli

Redazione ViviReale

Riferimenti bibliografici
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  • Ministero della Salute, 11 novembre: Giornata nazionale per la salute dell’uomo

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